Il Tirreno

Lucca

ARRESTATo Un NOMADE

Brucia l’auto di un carabiniere

Trova la divisa sul sedile e per non essere scoperto appicca il fuoco

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LUCCA. Dopo la condanna a due anni di reclusione per aver sfondato il vetro laterale di una Bmw di un turista olandese e ripulito la vettura finisce di nuovo nei guai il topo d’auto Giosué Reinhard, 19 anni e mezzo, nomade, abitante in una casa popolare al Serpentone a S. Anna. Un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari firmata dal gip Alessandro Dal Torrione gli viene notificata nella sua abitazione dove sta scontando la pena. È accusato di aver rubato il 4 maggio scorso una macchina e, poco dopo, di aver appiccato il fuoco distruggendola. Il motivo? Era la macchina di un carabiniere in servizio in Lucchesia. Se n’era accorto soltanto quando si era allontanato dal campo sportivo di Borgo a Mozzano dove l’auto era stata parcheggiata. Sul sedile posteriore infatti c’era la divisa del militare. Per paura di essere scoperto - stando all’accusa - si era diretto verso una strada sterrata adiacente al greto del Serchio a San Quirico di Moriano. Lì, lontano da occhi indiscreti, aveva appiccato il fuoco distruggendo l’autovettura in modo da cancellare ogni possibile traccia che potesse collegarlo al furto. Dopo il ritrovamento della carcassa della macchina erano iniziate le indagini dei carabinieri che, grazie ad alcune testimonianze rivelatesi fondamentali, hanno portato all’identificazione del nomade. Ulteriori accertamenti tecnici hanno permesso poi di identificare le persone che quel giorno si trovavano nell’area dell’impianto sportivo e da lì la procura ha chiesto e ottenuto la misura cautelare agli arresti domiciliari.

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