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Misericordia in crisi stipendi non pagati

BARGA. Non arrivano i soldi Asl per la Misericordia del Barghigiano. La situazione così si aggrava, sono 8 i lavoratori impiegati nelle attività di soccorso e gli stipendi arretrati adesso salgono a...

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BARGA. Non arrivano i soldi Asl per la Misericordia del Barghigiano. La situazione così si aggrava, sono 8 i lavoratori impiegati nelle attività di soccorso e gli stipendi arretrati adesso salgono a 5. La Cgil proclama lo stato di agitazione, i servizi saranno ridotti e si avviano le procedure per il recupero delle spettanze dei lavoratori.

Entro il 15 novembre la Asl 2 di Lucca, avrebbe dovuto pagare alla Misericordia di Barga, come ad altre associazioni, il saldo per i servizi prestati nei mesi di luglio, agosto e settembre 2013. Entro il 15 dicembre, inoltre, dovrebbe aggiungersi l'anticipo del 60% relativo all'ultimo trimestre come stabilito da una circolare regionale. Ciò avrebbe costituito una boccata d'ossigeno per la difficilissima situazione in cui continua a trovarsi la Misericordia del Barghigiano. Il mancato arrivo del saldo fa pensare ad uno slittamento anche sull'acconto dell'ultimo trimestre.

«Gli stipendi arretrati ammontano a 5 e non è pensabile che non si intervenga in modo definitivo su una situazione nella quale i lavoratori nel 2013 hanno riscosso 5 stipendi su 10 – dice Michele Massari (Cgil) – alcuni di essi non sono più in grado neppure di far fronte alle mere spese di produzione del reddito. Diversi di loro hanno manifestato la volontà di non presentarsi al lavoro, recedendo da tale tentazione solo grazie al grande attaccamento alla Misericordia e per il senso del dovere , visto il ruolo indispensabile che ricoprono nelle attività socio – sanitarie. Anche la nostra organizzazione, Funzione Pubblica Cgil, pur operando con la massima cautela, a fronte di un settore tanto delicato, e avendo ben presente il valore di assoluta essenzialità dei servizi prestati, non può fare a meno a questo punto di proclamare lo stato di agitazione. Ciò comporterà innanzitutto l'effettuazione di servizi strettamente indispensabili ed essenziali e l'avvio di procedure sindacali e legali per il recupero delle spettanze dei lavoratori. Chiediamo un impegno straordinario di tutte le istituzioni per trovare una soluzione – chiude Massari – bisogna mettere mano ad un serio piano di riorganizzazione che salvaguardi i servizi , l’occupazione e gli stipendi degli operatori».

Luca Dini

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