Attenzione
Guerra della mensa Si pagherà in 10 rate
Soluzione di compromesso fra Gallicano e Barga La delibera non è stata ritirata, ma la spesa è diluita
GALLICANO. Nessun dietrofront, come del resto annunciato in anteprima nei giorni da queste colonne. Ma per lo meno, il sovrapprezzo sui buoni mensa per gli 88 iscritti (ma da Barga fanno sapere che sono 83, e per lo più spalmati nel corso degli anni, ossia non solo nuove iscrizioni, ma anche tanti rinnovi di quelle degli anni precedenti) sarà rateizzato fino a dieci tranches, per andare incontro alle famiglie in questo momento di crisi economica.
Il sindaco Maria Stella Adami ha fatto la sua scelta, assieme alla giunta, e pertanto la delibera numero 56 del 20 agosto scorso, non verrà ritirata per motivi contabili e formali. A comunicarlo al presidente della Conferenza per l’istruzione Renzo Pia, è stato lo stesso primo cittadino, con una nota ufficiale: «Viste le problematiche manifestate in sede di Conferenza dell'Istruzione, a seguito dell'adozione della Deliberazione del 20 agosto, si comunica che tale atto è stato propedeutico all'approvazione del Bilancio di Previsione 2013 e, pertanto, non è possibile accogliere la richiesta di revoca della stessa deliberazione».
In sostanza, non ci sono i tempi ristretti per ritirare l’introduzione del balzello che costerà da 90 a 150 a bambino, a seconda della scuola a cui è iscritto. Dopo l’incontro in sede istituzionale del 2 ottobre scorso, infatti, i contatti tra i due comuni di Barga e Gallicano sono stati intensi, e si è provato, a Palazzo Bertini, di sistemare i tasselli del bilancio per evitare di applicare la tassa. Ma non ci si è riusciti. Tuttavia, l’amministrazione comunale gallicanese, per evitare in futuro gli errori commessi nella gestione di questa vicenda nella quale ci perdono tutti (amministrazioni pubbliche, cittadini e soprattutto gli studenti) ha stabilito due passaggi importanti. Il primo, per l’appunto, la spalmatura della sopratassa fino a dieci rate, da effettuarsi su richiesta. Il secondo, la fissazione di tutti i costi dei servizi scolastici differenziati tra residenti e non già alla fine di gennaio, in modo tale da permettere alle famiglie di programmare per tempo le scelte in merito all’iscrizione, e decidere eventualmente di riportare gli studenti nelle scuole barghigiane. Per ora, non resta che pagare, e facendosi due conti, qualcuno dei genitori sta realizzando che nonostante la sovratassa, il sacrificio economico è il male minore.
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