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Crac Lucchese, quattro archiviazioni L’ex presidente Giuliani fuori dal processo

Crac Lucchese, quattro archiviazioni L’ex presidente Giuliani fuori dal processo

Il gip accoglie la richiesta della procura che chiede il non luogo a procedere per la bancarotta fraudolenta nei confronti del socio di maggioranza Giovanni Valentini e dei consiglieri d’amministrazione Ugo Giurlani e Marco Scaltritti

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Colpo di scena per quanto riguarda il fallimento dell’As Lucchese Libertas 1905 datato marzo 2012. Quattro archiviazioni eccellenti: l’ex presidente Giuliano Giuliani, l’azionista di maggioranza Giovanni Valentini e i consiglieri d’amministrazione Ugo Giurlani e Marco Scaltritti. È stata la stessa procura - dopo che gli indagati si erano fatti interrogare dalla pg o avevano presentato memorie difensive - a chiedere al giudice delle indagini preliminari Marcella Spada Ricci il non luogo a procedere nei confronti degli indagati accusati di bancarotta fraudolenta. Il motivo? L’assenza del dolo necessario per la configurazione del reato. In sostanza lo stato d’insolvenza della Lucchese è stato causato dall’interruzione dei finanziamenti da parte del socio di maggioranza all’inizio del 2011 quando l’operazione di fusione - Società di Sviluppo Sportivo e Lucchese - era già avvenuta quasi un anno e mezzo prima (27 novembre 2009) e le perdite di esercizio precedenti la fusione relative alla squadra di calcio erano state interamente ripianate da versamenti operati dai soci. Manca per l’accusa il nesso causale: fusione uguale immediato dissesto finanziario. E quindi l’elemento psicologico in termini di concreta prevedibilità del dissesto al momento in cui i terreni agricoli acquistati dalla Società Sviluppo Sportivo al momento della fusione con la Lucchese vennero inseriti nelle poste attive per un importo di 2,2 milioni. Oltretutto dalla relazione del curatore Andrea Murri si evince che l’insolvenza della società fallita emerse nei primi mesi del 2011 come diretta conseguenza dell’interruzione dei finanziamenti da parte del socio Valore Spa che portò successivamente alla mancata iscrizione al campionato professionistico. Per quanto riguarda gli altri imputati - accusati di bancarotta semplice e altri reati finanziari - l’inchiesta prosegue e per molti di loro è pronta la richiesta di rinvio a giudizio. Ancora da chiarire invece le posizioni, peraltro marginali, dell’allora direttore sportivo Paolo Giovannini e dei due sindaci revisori dei conti.

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