Il Tirreno

Lucca

Chiari: «Vetrine storiche, regolamento boicottato»

di Luca Cinotti
Chiari: «Vetrine storiche, regolamento boicottato»

L’ex assessore sul caso sollevato dal Tirreno: «Gli uffici non hanno controllato» E rivela: esiste anche una documentazione fotografica di tutti i negozi del centro

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LUCCA. «Le cose stanno così: quello che noi abbiamo dato all’epoca era un indirizzo politico. Erano i dirigenti e gli uffici a dover fare i controlli. Che, evidentemente, non sono stati fatti». Non ha peli sulla lingua l’ex assessore Marco Chiari. Che - durante la prima giunta guidata da Pietro Fazzi - elaborò il regolamento per tutelare le vetrine storiche, che prevedeva anche prescrizioni per numerose di esse. Indicazioni che, come ha dimostrato ieri Il Tirreno in molti casi sono cadute nel vuoto.

L’ex assessore a centro storico e decoro urbano ritiene dunque che gli uffici avessero a disposizione gli strumenti per portare a casa il risultato voluto dall’amministrazione: far tornare i negozi storici all’antico splendore, eliminando brutture e superfetazioni accumulate con il passare degli anni.

«Certo non stava a noi politici gestire la situazione - rincara la dose Chiari -. Noi avevamo fatto la nostra parte: basti pensare che nel regolamento che emanammo al tempo c’erano anche altre previsioni, come il divieto di tamponature in cartongesso nei negozi del centro storico. Basta andare a vedere ora in quali condizioni si trovano...».

Che questa politica non trovasse il favore di molti settori della macchina comunale, Chiari ammette di averlo avvertito con nitidezza: «C’è una valanga di lettere - rivela - da me indirizzate a amministratori e al comando dei vigili urbani per chiedere che venissero fatti i controlli. Tutte rimaste senza esito. Evidentemente non c’era interesse a seguire questa linea. La volonta perseguita dagli amministratori fu piuttosto quella di sciogliere l’ufficio centro storico che avevo realizzato. E di non consentirmi di creare una squadra di vigili dediti esclusivamente a questi controlli».

Chiari racconta che il lavoro del 2000-2001 non è l’unico di questo tipo a giacere nei cassetti del comune: «Fra 2009 e 2010, quando ero assessore della giunta Favilla, feci fotografare tutte le vetrine del centro storico. Un lavoro enorme, che finì in una serie di Cd e dal quale sarebbe dovuto uscire un regolamento di salvaguardia e mantenimento di questi beni architettonici. E, insieme a questi, sempre con l’intento del mantenimento, fotografammo anche tutte le facciate dell’Anfiteatro. Io dico che è inutile andare a lavorare su nuovi regolamenti. Le norme ci sono: certo, si può pensare di migliorarle in alcuni punti, ma la cosa importante sarebbe farle rispettare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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