Il Tirreno

Lucca

A MONTECARLO

Bandito armato di pistola assalta sala slot: via 350 euro

di Luca Tronchetti

MONTECARLO. Momenti di terrore ieri sera poco dopo le 22,15 nella sala slot di via don Minzoni a San Salvatore di Montecarlo. Un bandito con il volto travisato dal casco e armato di pistola ha fatto...

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MONTECARLO. Momenti di terrore ieri sera poco dopo le 22,15 nella sala slot di via don Minzoni a San Salvatore di Montecarlo. Un bandito con il volto travisato dal casco e armato di pistola ha fatto irruzione nel locale dove in quel momento c’erano cinque-sei avventori intenti a giocare con le macchinette videopoker. Con gesto fulmineo si è diretto verso la cassa e ha puntato il revolver al giovane gestore del locale. Nel compiere l’azione ha fatto scarrellare la pistola come per inserire il colpo in canna. A quel punto si è fatto consegnare il cassettino del registratore di cassa con l’incasso della serata e ha chiuso il gestore della sala giochi in una stanzina prima di allontanarsi. Ad attenderlo sulla porta del locale un altro malvivente con un passamontagne a travisare il volto rendendolo irriconoscibile. Il blitz dei rapinatori è durato pochi minuti al termine dei quali si sono dileguati probabilmente a bordo di una moto. Magro il bottino: poco più di 350 euro. Non solo. L’azione dei banditi non è stata notata neanche da tutti gli avventori completamente presi di fronte alle macchinette illuminate. A dare allarme, non appena è riuscito a liberarsi, lo stesso gestore della sala slot di San Salvatore che con voce tremante ha avvertito la centrale operativa dei carabinieri. Sul posto sono andate le pattuglie di Altopascio, del radiomobile e della zona di Pescia oltre agli agenti della questura. Ma dei due malviventi nessuna traccia. Superato il fortissimo choc il giovane gestore ha raccontato ai militari che il malvivente che gli ha puntato la pistola parlava con un accento dell’Est ed era alto circa un metro e ottanta. Un gigante nei confronti dell’altro rapinatore che, ad occhio e croce, non superava il metro e sessanta. Sono stati sentiti, come persone informate dei fatti, anche gli avventori. Ma al momento i rapinatori sono uccel di bosco. Oltretutto non ci sarebbero neanche testimoni che hanno visto fuggire la coppia in sella alla moto per capire la marca e il modello del mezzo.

Dopo l’arresto da parte della polizia dei fratelli Stefano e Rito Tangari - accusati di aver commesso numerose rapine a farmacie e supermarket della Lucchesia e della zona di Pescia utilizzando pistole e una moto per la fuga - le rapine nella Piana erano cessate. A distanza di due mesi invece ecco apparire un nuovo sodalizio che usa con disinvoltura le armi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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