La manifestazione
Sel: «Arpat, posizione ridicola»
Per i vendoliani non ci sarà alcun miglioramento dell’aria
FORNOLI. Dopo il botta e risposta tra l’Arpat e il Comitato Ambiente e Salute in merito ai dati riguardanti il combustibile e le emissioni della futura centrale in progetto a Fornoli, a scendere in campo oggi è il Circolo Sinistra Ecologia e Libertà Val di Serchio che ha deciso di dire la propria schierandosi dalla parte del gruppo ambientalista.
«Il nostro Circolo – spiegano i membri in una nota –, nel dicembre 2012, aveva già fatto osservazioni alla Regione sulla qualità dell’aria nella Valle del Serchio. Nelle nostre documentate analisi si faceva presente che, nonostante Arpat nelle campagne effettuate sul territorio nel corso di diversi anni, avesse dichiarato questa zona potenzialmente critica rispetto al parametro PM10 (paragonandola per analogia di dati alla Piana di Lucca, fascia D), la Valle del Serchio era stata posta nella zonizzazione regionale in area rurale, dove si suppone una qualità dell’aria molto migliore».
La classificazione in fascia D, continua Sel, «avrebbe consentito ai Comuni interessati (in particolare Bagni e Borgo) di procedere con i Piani di Azione Comunali per dar luogo ad interventi di mitigazione di tali inquinamenti». «Nell’ultimo articolo apparso sui quotidiani il 20 novembre – prosegue il Circolo –, Arpat riconosce che nella Media Valle c’è un problema di alto valore di PM10. Avevamo allora ragione con le nostre osservazioni, ma niente è accaduto. Anzi, ad una richiesta alla Provincia di Lucca di procedere ad una Valutazione di Impatto Ambientale, anche in ragione di questa seria problematica delle polveri sottili, la risposta ad oggi dell’amministrazione pare essere negativa e ostativa. Il presunto minor inquinamento, che si avrebbe con il nuovo impianto Alce, è oltre che ridicolo anche offensivo perché tale miglioramento lo si paragona unicamente a ciò che c’era prima in quell’area, come dire “dalla padella alla brace”. Non si considera in poche parole il cumulo che si avrebbe tra le emissioni di polveri sottili che proverrebbero dal nuovo megaimpianto a biomasse e quanto già c’è oggi per combustioni locali, traffico, riscaldamento etc».
Chiara Lammari
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