Il Tirreno

Lucca

Insegne storiche, restauri “dimenticati”

di Barbara Antoni

Tredici anni fa il Comune aveva imposto obblighi a tutela dei negozi storici. Oggi promette: non saranno più disattesi

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LUCCA. Quarantotto prescrizioni di restauro conservativo o altro intervento di recupero di insegne e vetrine di interesse storico artistico nel centro cittadino. Sono contenute in uno studio realizzato dall’amministrazione comunale, datato dicembre 2000. Tredici anni dopo, cioè oggi, la maggior parte delle prescrizioni è stata disattesa. Ben poche sono state rispettate e messe in atto: si contano poco più che sulle dita di una mano.

Le brutture contestate. Centraline dell’energia elettrica applicate sulle spalle di piccole statue nel fregio dell’insegna, scritte a neon sopra l’insegna storica che campeggiano indisturbate da decenni; insegne che sono state “protette” con una copertura a pannello. I casi sono tanti e quello che più colpisce è il fatto di come lo studio e la sua applicazione siano in pratica caduti nel dimenticatoio.

Uno studio precedente. Ancora prima del 2000, un altro studio era stato condotto sulla condizione di insegne e vetrine di interesse storico artistico in centro. Un lavoro fatto eseguire dalla Fondazione Ragghianti, conferma la Soprintendenza, con lo scopo di rimettere ordine dopo alcuni interventi discutibili apportati nel corso degli anni Ottanta a vetrine e insegne di negozi e pubblici esercizi nel centro storico. In effetti, grazie a questo monitoraggio puntuale, le brutture più evidenti vennero rimosse, sottolinea sempre la Soprintendenza. Entrambi gli studi, comunque, si sono rivelati preziosi ai fini della riformulazione, nel regolamento edilizio (l’ultimo, quello vigente, risale al 2012), delle regole per negozi, insegne e vetrine.

L’impegno dell’attuale amminstrazione. Rimane però il dato eclatante delle prescrizioni del 2000 quasi interamente ignorate. Ne è consapevole anche l’attuale amministrazione, ma - promette - tutta quanta la partita non finirà, ora che è tornata all’evidenza, un’altra volta nel dimenticatoio. L’assessore al commercio Giovanni Lemucchi si impegna in prima persona a riprendere la questione. Tantopiù che proprio in questi giorni l’amministrazione - con i suoi uffici deputati e le categorie - sta apportando le ultime limature al nuovo regolamento sul decoro e l’arredo urbano. Il regolamento su arredo e decoro urbano - insieme a quello sulla somministrazione - arriverà all’esame del consiglio comunale al più tardi entro gennaio del 2014. Dopodiché, afferma l’assessore al commercio, «ci occuperemo anche di vetrine e insegne storiche. È vero, a seguito del monitoraggio eseguito nel 2000, poco è stato fatto, poche prescrizioni sono state rispettate. Ad oggi, comunque, non mi pare di vedere in centro un gran numero di casi particolarmente eclatanti. Ci adopereremo per compiere un nuovo monitoraggio. Del resto - aggiunge - era già nella nostra agenda di completare, nel corso del 2014, il censimento dei negozi storici».

Negozi sotto tutela secondo regolamento. C’è un ulteriore documento che contiene un elenco nutrito di negozi, vetrine e fondi da tutelare. È il regolamento edilizio del 2012 che suddivide gli esercizi commerciali da tutelare in otto gruppi: quattro sedi di banche, undici botteghe classificate come “a T o a L”, undici caffè sotto tutela, otto farmacie, ventisei laboratori artigianali, settantotto negozi, quarantatré fondi inutilizzati (nel 2012). In tutto un patrimonio centosettantasette fondi sottoposti a tutela nella superficie del centro storico. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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