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Lucca

INCHIESTA DELLA PROCURA

Consorzio Etruria, Vanni e Minischetti tra i 23 indagati

Consorzio Etruria, Vanni e Minischetti tra i 23 indagati

LUCCA. Ci sono anche gli ex presidenti del Consorzio Etruria - Armando Vanni, 55 anni, residente a Lucca e Luigi Minischetti, 64 anni, ex direttore della Banca di Luca - tra i 23 indagati dalla...

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LUCCA. Ci sono anche gli ex presidenti del Consorzio Etruria - Armando Vanni, 55 anni, residente a Lucca e Luigi Minischetti, 64 anni, ex direttore della Banca di Luca - tra i 23 indagati dalla procura della Repubblica di Firenze nell’ambito dell’inchiesta sul dissesto finanziario che ha portato la grande cooperativa con sede a Montelupo Fiorentino al concordato preventivo nel giugno del 2011.

Gli indagati lucchesi. Oltre a Vanni nell’elenco degli indagati figurano anche altri lucchesi che in vari periodi erano componenti del consiglio di amministrazione. Si tratta di Placida Canozzi, 53 anni, nata a Minucciano e residente a Viareggio; Guido Castagni, 53 anni, residente ad Altopascio; Andrea Catoi, 38 anni, di Castelnuovo; Gabriele Pioli, 38 anni, di Camporgiano e Fernando Satti, 52 anni, di Sillicagnana.

L’accusa. Stando ai magistrati a causa di una serie di operazioni spregiudicate - tra cui presunte distrazioni milionarie di somme di denaro - avrebbero portato al dissesto finanziario il Consorzio Etruria.

Operazioni sospette lucchesi. Le accuse vanno dalla bancarotta per distrazione, al falso in bilancio sino alle false comunicazioni sociali. Tra le operazioni contabili sospette ce ne sono alcune che riguardano commesse lucchesi nei bilanci 2006, 2007, 2008, 2009. Per gli inquirenti la «contabilità creativa» ha riguardato, tra le altre, la Variante 445 Garfagnana con l’indicazione del valore delle rimanenze e l’omissione della contabilità delle perdite per 1,2 milioni; la commessa Lucca-San Concordio per 930mila euro e una partecipazione nella Banco di Lucca e del Tirreno spa superiore a quella reale omettendo di rilevare nel conto economico perdite per 1,2 milioni. Per l’accusa la cooperativa avrebbe sostenuto per l’acquisto di 4782 azioni del Banco di Lucca 3,3 milioni anzichè 1,8 milioni che la società avrebbe sostenuto se non avesse rinunciato al diritto d’acquisto consentendo che terzi procedessero con un esborso ingiustificato di 1,4 milioni. Al centro dell'inchiesta anche gli acquisti a prezzi eccessivi della spa Coestra, che per l'accusa avrebbe determinato per il consorzio una perdita di 22 milioni.

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