Il Tirreno

Lucca

Un altro cimelio in casa Puccini

di Paola Taddeucci
Un altro cimelio in casa Puccini

La Famiglia Artistica Milanese ha donato una lapide che celebra il maestro

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LUCCA. Un altro prezioso cimelio, dopo l'abbozzo di Boheme e il panciotto appartenuto al maestro, è stato donato al museo casa natale di Puccini. E' una lapide in marmo, della fine del 1800, con la dedica al compositore. Proviene dalla Famiglia Artistica Milanese, associazione fondata nel 1873 e che riuniva pittori, letterati e musicisti. Oltre alla scritta in oro zecchino “A Giacomo Puccini” la lapide riporta il cardo spinoso, logo della Famiglia. Il maestro iniziò a frequentare molto presto il gruppo, dopo essersi trasferito a Milano nel 1880 per proseguire gli studi al conservatorio. «Si ha notizia di varie occasioni – spiega la professoressa Gabriella Biagi Ravenni, direttore della Fondazione Puccini – in cui si esibì come pianista, oppure in cui venne suonata la sua musica». Per esempio nel 1885 fu eseguita Le Villi, andata in scena una prima volta nel 1884 e, poi, in nuove versioni, al Regio di Torino e alla Scala tra fine 1884 e inizio 1885. «La musica di Le Villi – sottolinea l'esperta – destava interesse». Il resoconto della Gazzetta musicale di Milano, poi, parla di una serata speciale il 13 febbraio 1893, quando Giuseppe Verdi si recò in visita alla Famiglia Artistica dove, in occasione della rappresentazione di Falstaff, era stato organizzato un recital in suo onore. Pietro Mascagni suonò una sua romanza e Puccini eseguì alcuni brani di Manon, con lo stesso Mascagni a cantare. «Non si sa – conclude Biagi Ravenni – in quale occasione la Famiglia abbia fatto realizzare la lapide. Parte dell'archivio storico è andata distrutta nella seconda guerra mondiale. Ma si deve essere trattato del riconoscimento offerto a un vecchio frequentatore e socio, divenuto famoso». La lapide è stata collocata nella sala dei Trionfi del museo.

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