Il Tirreno

Lucca

Alival, da Reggio Emilia non ci sono smentite

 Alival, da Reggio Emilia non ci sono smentite

La società Nuova Castelli, che si dice interessata ad acquistare l’azienda che ha uno stabilmento anche a Porcari, chiede domande scritte, ma non risponde

2 MINUTI DI LETTURA





PONTE BUGGIANESE. A volte i silenzi valgono più delle parole.

È il caso delle trattative in corso per l’acquisto, da parte della società Nuova Castelli, del gruppo alimentare Alival che oltre a quello di Ponte Buggianese ha uno stabilimento anche a Porcari.

Da Reggio Emilia, dove ha sede la Nuova Castelli (già legata da anni da una partnership con l’Alival), a precisa domanda di un commento sulle indiscrezioni relative alla trattativa, non è arrivata alcuna replica.

«Il signor Bigi (Dante Bigi, titolare della Nuova Castelli ndr) è in riunione, fateci avere le domande e vi risponderemo», replica una voce gentile dall’altra parte del telefono alla richiesta, fatta direttamente all’azienda reggiana, di conferme o smentite delle voci valdinievoline.

Domande fatte, risposte nessuna.

Un silenzio che in questi casi, quando sarebbe facile smentire illazioni non veritiere, finisce per trasformarsi in una conferma.

In questo panorama quindi l’unico punto di riferimento restano le indiscrezioni che circolano in Valdinievole, e che confermano le trattative in corso e proprio con il colosso emiliano che opera nel settore alimentare.

C’è chi si spinge già un po’ più in là, e parla di accordo per il quale manca solo la ratifica formale ma che, nella sostanza, sarebbe già stato raggiunto.

Altre voci più prudenti parlano di trattativa in corso. Forse però il verbo più adatto è un altro, quello al passato: si, perché quelle voci risalivano a ieri mattina, e secondo le stesse la trattativa – quella forse decisiva – era in programma proprio ieri pomeriggio (la riunione citata nella telefonata cui stava prendendo parte Dante Bigi?).

Insomma, l’impressione è che si stiano vivendo ore decisive per il futuro dell’azienda, e attorno all’Alival si avverte un clima di attesa. Clima avvertito anche dal sindacato: «Abbiamo chiesto un incontro – ricorda Fabio Capponi della Cgil – e sappiamo che la nostra richiesta è arrivata ai vertici. Aspettiamo ancora di essere convocati anche perché se le voci di un passaggio di proprietà troveranno conferma è la legge stesse che impone il confronto con le parti sociali».

Clima di attesa, ma non di preoccupazione anche per i 173 dipendenti impiegati tra gli stabilimenti di Ponte Buggianese e Porcari (senza contare tutti gli altri marchi di cui Alival è proprietaria).

Il possibile acquirente infatti non è certo un Carneade, ma uno dei gruppi più solidi nel settore alimentare: 1.400 dipendenti, con un fatturato, nel 2012, di 231 milioni di euro e un utile di 13 milioni. (r.m.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa