Proteste
Cinese ucciso da un’auto il pm chiede il processo
La vittima, travolto da una Panda mentre era in bicicletta, ha lasciato la moglie e una bambina di un mese. Tasso alcolemico molto alto nel conducente
LUCCA. Una giovane donna cinese sta crescendo da sola una bimba di 4 mesi a cui è stata negata la gioia di abbracciare il suo papà morto un mese dopo la sua nascita mentre in bicicletta stava tornando a casa alla fine di una giornata di lavoro. La donna ancora s’interroga, sconcertata e senza riuscire a darsi una spiegazione, sul perché l’automobilista che ha travolto e ucciso suo marito non sia stato punito. Due mesi dopo l’incidente costato la vita a Yuyong Zhou, 30 anni, residente in via Orzali all’Arancio, la procura ha chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di omicidio colposo aggravato dallo stato di ebbrezza nei confronti di Marco Puccinelli, 40 anni, idraulico di Montuolo.
I fatti. Per l’accusa alla guida della sua Punto a mezzanotte e 25 del 16 settembre scorso travolse e uccise sulla via Pesciatina al tondo di San Vito il cinese che percorreva quel tratto di strada in sella alla sua bici Record. Dalle tre testimonianze raccolte dalla polizia municipale - tra queste anche un’avvocato che a bordo della sua macchina si trovava dietro all’utilitaria - emerge che la Panda improvvisamente cambiò direzione di marcia travolgendo il ciclista, piegando in due il velocipede e andando a schiantarsi contro il muro di una villetta che costeggiava la carreggiata. Un impatto violentissimo tanto che l’auto sarebbe poi rimbalzata al centro della strada. Zhou morì all’istante maciullato dalla vettura mentre il passeggero che sedeva accanto al conducente della Panda - un amico di 37 anni - rimase leggermente ferito.
L’alcoltest. «Mi sono trovato quell’uomo sul cruscotto» avrebbe detto, per l’accusa, il conducente dell’utilitaria ai vigili urbani che rilevarono il sinistro. Sottoposto ad alcoltest venne trovato con valori altissimi, pari a quasi sei volte il limite consentito: 2,95 grammi/litro. All’epoca la procura chiese gli arresti domiciliari per l’automobilista. Una misura che venne negata dal gip. Ora la famiglia di Zhou, assistita dall’avvocato Marco Treggi, si costituirà parte civile. Chiede giustizia per quella bimba che non potrà conoscere il suo papà.
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