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Lucca

Nasce un comitato per raccogliere fondi e riparare la chiesa

Nasce un comitato per raccogliere fondi e riparare la chiesa

Marlia, sono molto costose le opere post terremoto Ancora imprecisata la data della riapertura al culto

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MARLIA. Nasce il comitato “Ritorniamo in chiesa” per raccogliere fondi tra i fedeli per finanziare i lavori di ristrutturazione dell'edificio ecclesiastico chiuso dal gennaio scorso in seguito ai danni causati dal terremoto. Danni che strada facendo si sono rivelati più seri su una struttura che per anni non è stata sottoposta ad alcun intervento di consolidamento.

In questi giorni è ben visibile la grande gru che sta effettuando i lavori sul tetto.

La vicenda dell'inagibilità tiene in apprensione i fedeli che vorrebbero tornare nella chiesa più importante del paese. Don Fulvio Calloni però non se la sente di affrettare la riapertura e rischiare l'incolumità dei parrocchiani fino a quando non ci saranno tutte le condizioni di sicurezza.

Il parroco di Marlia ha sempre manifestato ottimismo tanto da sperare di tornare a celebrare le funzioni religiose nella chiesa “madre” in occasione della festa della Madonna del Rosario, ad ottobre. Ma l'ipotesi è tramontata e ora se i lavori non finiranno in tempo diminuiscono anche le possibilità di festeggiare la Messa del Natale nella chiesa che si trova in piazza don Matteoni, nel centro di Marlia.

«Non posso far nessun annuncio in questo momento – spiega don Calloni – comprendo l'attenzione e i disagi dei fedeli per la chiesa principale di Marlia che è una piccola città, ma siamo in una fase di valutazione delle soluzioni per risolvere i problemi provocati dal terremoto che sono più gravi del previsto. Purtroppo la chiesa aveva già grandi problemi che sono stati peggiorati dal sisma: adesso dobbiamo intervenire sull'integrità di tutta la struttura. Intanto i lavori procedono con la sistemazione del tetto, ma fino a quando non sarà garantita la stabilità non possiamo riaprire la chiesa».

Una soluzione allo studio è completare in tempi rapidi i lavori di riparazione della volta principale e assicurare la stabilità con reti di protezione collocate in alto per evitare la caduta di calcinacci. Una situazione provvisoria che tuttavia non garantirebbe uno svolgimento tranquillo della messa. Se i lavori, che procedono senza sosta, non saranno conclusi in tempo sarà la chiesa di Santa Caterina ad ospitare la messa di Natale, come già accaduto a Pasqua.

Ma stavolta per ovviare alla capienza ridotta della chiesa niente tendoni sul prato. A dicembre fa troppo freddo e i disagi sarebbero evidenti per i fedeli, senza contare che in caso di forte vento la tensostruttura potrebbe creare problemi.

«Se a malincuore non potremmo celebrare il Natale nella chiesa aumenteremo il numero delle messe a Santa Caterina per venire incontro alle esigenze della comunità parrocchiale».

I lavori sono molto onerosi. E i fondi della parrocchia non saranno sufficienti e per il finanziamento da parte della Conferenza episcopale italiana i tempi sono lunghi.

Don Calloni spera nel sostegno anche delle fondazioni private e bancarie e nella generosità dei parrocchiani che hanno costituito un comitato per raccogliere offerte da destinare alla ristrutturazione della chiesa dedicata alla Vergine e a S. Giovanni Battista.

Nicola Nucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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