Il dolore
Elezioni, “Gallicano c’è” ora apre ai partiti
Cambio di rotta per la lista civica: «Dopo cinque anni l’esclusione di tesserati è un limite da superare»
GALLICANO. Il 15 novembre scorso si è svolta, presso la sede del Ciaf, la prima riunione di Gallicano C'è in vista delle elezioni comunali 2014. I temi affrontati nella serata sono stati la formazione della lista per le prossime amministrative e le alleanze elettorali.
Prima di focalizzarsi sui temi principali della serata, si sono ripercorsi i motivi della nascita di “Gallicano C'è” nel 2009, ricordando l'importanza che ebbero il forum del Palio di San Jacopo, il tema della trasparenza amministrativa, il nascente progetto dell'impianto a biomasse e la partecipazione a “Incontro nazionale delle liste civiche” con Grillo a Firenze.
Poi si è andati al tema della “squadra” da mettere in campo: «Il prossimo anno il consiglio comunale sarà composto da 7 consiglieri più il sindaco, rispetto ai 16 più il sindaco del 2009 – si legge in una nota ufficiale di Gallicano C’è -. Questo da una parte potrà favorire l'incremento del numero di liste in competizione, perché il numero delle persone in lista potranno essere massimo sette e minimo cinque, e dall'altra potrà non garantire la presenza in consiglio comunale di tutte le liste».
Gallicano C'è è nacque come lista apartitica: questo significa che non aveva appoggio da alcun partito e non aveva al suo interno alcun tesserato a partiti: «A distanza di circa 5 anni ci siamo resi conto – continua la nota - che l'esclusione a priori di persone tesserate in qualsiasi partito è un limite che vale la pena superare. Quindi Gallicano C'è deve cercare di allargare il bacino dei possibili candidati/collaboratori al fine di creare una lista di persone "giuste" con l'obiettivo di vincere le elezioni 2014. In questo senso quasi la totalità delle persone intervenute sono state concordi da una parte sull'opportunità di proseguire i ragionamenti avviati con Gallicano concreta e solidale e con il consigliere Venturini in particolare e dall'altra di avviare ragionamenti con persone riconducibili a partiti di sinistra».
Nicola Bellanova
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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