Il Tirreno

Lucca

«Basta separazioni serve il dialogo per salvare l’arte»

di Barbara Antoni
«Basta separazioni serve il dialogo per salvare l’arte»

Zecchini, socio dell’Accademia, invita Comune, Provincia e l’ente culturale a riunirsi per trovare una sede

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LUCCA. «Le istituzioni devono darsi da fare per trovare una sede all’Accademia. Un ente con una vita da sempre travagliata. Un po’ anche per colpa del suo riserbo, ma vero è che alle nostre conferenze, alle nostre iniziative, le istituzioni, seppure invitate, non sono mai state presenti». Il professor Michelangelo Zecchini, archeologo, già archivista e ammininistratore (dal 1999) dell’Accademia Lucchese di Lettere, Scienze e Arti, ancora oggi nel gruppo degli ordinari dell’ente culturale, rimette insieme i tasselli di un caso emerso nelle ultime settimane, a seguito del furto (e del successivo ritrovamento) di alcuni pezzi del patrimonio di arte e storia dell’Accademia: la maschera funebre di Giacomo Puccini insieme a documenti e monete d’epoca.

Il caso che emerge è la presenza di un ente culturale così antico (fondato nel 1584) e secondo per importanza solo all’Accademia dei Lincei, ma che nella sua città, Lucca, non ha una sede vera e propria. Ed è stato per questo costretto a “sparpagliare” i suoi tesori in vari palazzi lucchesi: dalla biblioteca statale all’Archivio di Stato, a Palazzo Ducale.

«Da anni - ricostruisce Zecchini - l’Accademia si adopera per cercare una sede. Era lo scopo prioritario che perseguiva, già negli anni Novanta, l’allora presidente dell’Accademia, il docente universitario Riccardo Ambrosini, lo stesso durante la presidenza del professor Giuseppe Pera, stimato giuslavorista e di molti altri. E ancora oggi, è espressa volontà di tutti i soci e del consiglio di presidenza dell’Accademia di riunire e mostrare il suo patrimonio. Saremmo ben volentieri disposti anche a organizzare visite guidate, tutto quanto è necessario per rendere fruibile un patrimonio come il nostro di arte, storia e lettere. Ad oggi, non ce lo consente l’unica sede che abbiamo: uno spazio limitato in Palazzo Ducale». E al sindaco Alessandro Tambellini che ha invitato l’Accademia a fare una catalogazione puntuale di tutto il patrimonio in suo possesso, il professor Zecchini risponde di «informarsi meglio. Esiste già una catalogazione precisa dei tesori dell’Accademia, l’ho curata io stesso subito dopo esservi entrato».

Ma il problema reale, lo conferma anche Zecchini, è la mancanza di dialogo tra istituzioni da una parte e Accademia dall’altra. Quest’ultima “colpevole”, per ammissione dello stesso socio, «di partecipare poco alla vita della città. Ma anche le istituzioni negli ultimi anni non ci sono state». La conclusione di Zecchini è un invito, rivolto al sindaco di Lucca, al presidente della Provincia Stefano Baccelli e all’attuale presidente dell’Accademia, il professor RaffaelloNardi: «Riunitevi a un tavolo per trovare una soluzione, per dare una collocazione a un patrimonio di cultura che è di tutti. Occorre cercare, verificare bene quella che potrebbe essere la sede migliore per l’Accademia. All’epoca dell’amministrazione di Pietro Fazzi si era parlato di Villa Bottini, ma poi non se ne fece più niente».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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