Il Tirreno

Lucca

Un assalto agli stand con i prodotti locali proposti dal Desco

di Rossella Lucchesi
Un assalto agli stand con i prodotti locali proposti dal Desco

Ressa nei locali del Real Collegio che ospitano la rassegna sempre più popolare. I giudici del pubblico e degli operatori

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LUCCA. Boom di visitatori al Desco nel primo week end dedicato ai sapori e saperi del territorio lucchese. Presi d’assalto i chiostri monumentali dell’ex Real Collegio di Lucca che ospitano i 52 coloratissimi stand, stracolmi delle eccellenze dell’enogastronomia, con lunghe file davanti alle bancarelle per acquistare i prodotti tipici e anche per accaparrarsi i gustosi assaggini in bella vista. In tanti sono arrivati a Lucca proprio per visitare questa mostra-mercato ormai internazionale.

E’ il caso di un gruppo di amici di La Spezia che sta “saccheggiando” alcuni stand di insaccati e formaggi, mentre le signore hanno riempito quattro borse con marmellate e cosmetici naturali. Anche loro, come molti, hanno saputo della manifestazione attraverso internet ed hanno approfittato del fine settimana per una gita “insolita” alla scoperta della genuinità dei prodotti lucchesi. La signora Silvana Benedetti è nata di Lucca, ma vive a Varese da cinquant’anni. Non aveva mai visitato il Desco, ma quest’anno è tornata nella sua città per ritrovare i sapori di quel passato che non ha mai dimenticato. «Nel mio Paese non esistono queste specialità e oggi voglio approfittarne per fare un po’ di scorta» aggiunge Venezia Romanil che da Città del Messico è venuta a vivere a Lucca con il marito Alessandro Vannucchi. Anche Mara Marchetti non perde tempo e invita il marito ad assaggiare alcuni prodotti, per poi decidere quali acquistare. «Veniamo tutti gli anni, dicono, poiché da buoni lucchesi, ci sentiamo in perfetta sintonia con questa manifestazione che non fa che accrescere il prestigio della nostra città». L’iniziativa sta infatti prendendo sempre più campo e ogni anno, grazie a un efficiente sistema di comunicazione, riesce a portare a Lucca un pubblico sempre più numeroso. E, se il buongiorno si vede dal mattino, l’edizione 2013 supererà di gran lunga le oltre 42mila presenze dell’anno precedente. Il Desco entusiasma Sara Romani e Claudio Palazzoni che abitano a San Concordio che partecipano spesso a questo tipo di eventi in diverse città. «Lucca è il top in assoluto, affermano, sia per la qualità dei prodotti esposti che per la straordinaria location che li ospita». Alessandra Lava e Dino Rondine sono arrivati apposta da Firenze per assaggiare i gustosi formaggi garfagnini, mentre due graziose ultraottantenni veneziane invitano i nipoti ad acquistare alcune ghiottonerie esposte.

Più che soddisfatti gli operatori che a fine giornata hanno concluso ottimi affari. «Merito della qualità dei nostri prodotti» afferma Dario Savonetti delle Fattorie Lucchesi che ha venduto diverse bottiglie del suo olio d’oliva a un gruppo di inglesi e olandesi. Molto richiesto anche il vino delle colline lucchesi, ma qualcuno, come Angela Nelli dell’azienda agricola Arsina, preferirebbe che il Desco fosse soltanto prerogativa dei produttori. Molto affollato anche lo stand dell’Antica Macelleria di Piano di Coreglia, dove, oltre ai tipici insaccati e al formaggio bazzone, un contadino è intento a fare i tradizionali necci con la ricotta, mentre in un pentolone prepara un profumato vin brulé. Secondo i titolari dell’azienda Apemaglia di Nave il Desco è un’ottima vetrina per farsi conoscere. Ne è certo anche Pierluigi Roberti che nel suo panificio di Santa Maria a Colle ospita spesso gruppi di americani, venuti apposta per fare corsi di panificazione. C’è anche chi, come Angelo Urbani dell’omonima fattoria di Gattaiola che tutti i giorni svolge attività di cuoco, produce vino per rispettare antiche tradizioni familiari. Lo stesso che avviene al Podere di Rosa che prosegue una tradizione centenaria per olio e vino.

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