Il Tirreno

Lucca

«Per 4 giorni nella cella frigo»

«Per 4 giorni nella cella frigo»

La versione di Francesco Giovannelli, ritrovato in una strada di Porcari

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PORCARI. La pioggia lo avrebbe costretto a lasciare l’auto e rifugiarsi nella cella frigorifero lasciata da un camion in una strada secondaria di Porcari. Come nel film comici, il portone si sarebbe chiuso e per lui sarebbe stato impossibile uscire. Come si è salvato allora Francesco Giovannelli, 38 anni?È molto conosciuto a Montecatini, dove vive, ma anche ad Altopascio perché è il marito di Chiara Boni, figlia dell’ex vicesindaco Silvano Boni e ora capogruppo di maggioranza in consiglio comunale. Ieri mattina ha sentito l’abbaiare di un cane che per fortuna era lì con il padrone. Ha cominciato ad urlare e la donna gli ha prestato aiuto.

Ora il dipendente dell’hotel a Sesto Fiorentino e residente a Montecatini Terme, è ricoverato all'ospedale di Lucca per verificare lo stato di disidratazione e ipotermia. L'uomo non è in pericolo di vita. Anzi la sorella Silvia Giovanelli assicura che Francesco già oggi dovrebbe essere nella sua casa.

Resta un giallo questa vicenda. Secondo il racconto fatto da Giovannelli ai carabinieri del comando provinciale per ripararsi dal maltempo, avrebbe trovato rifugio martedì pomeriggio nella cella frigorifera spenta in una strada di campagna di Porcari, ma nel chiudere la porta si sarebbe poi reso conto che il congegno di riapertura si era bloccato.

Avrebbe quindi trascorso tutto il tempo dentro un rimorchio (il suo cellulare, spento, era rimasto dentro la sua auto) fino a che ieri verso le 9,30 sarebbe riuscito a liberarsi e a dare l'allarme grazie all'aiuto di una signora che si trovava da quelle parti con il suo cane.

Immediato l'intervento del 118 e il suo trasporto in ospedale. I carabinieri dicono che questa è la versione raccontata dall'uomo e che al momento non hanno motivo di dubitarne.

L'ultima volta che Giovannelli si era fatto vivo era stato alle 13,15 di martedì scorso, quando aveva telefonato alla moglie all'uscita del casello autostradale di Altopascio. Poi era scomparso senza più dare notizie di sé. Era iniziata una vera e propria ricerca. La famiglia si era rivolta ai carabinieri. Nella giornata di giovedì si era alzato in volo anche un elicottero dell’Arma per cercare almeno la macchina dell’uomo.E solo venerdì, mentre il tam tam cresceva, la famiglia si rivolgeva ai giornali per lanciare un appello a chi avesse visto Francesco.

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