Il Tirreno

Lucca

«Ora dobbiamo rivedere le attenuanti»

di Luca Cinotti
«Ora dobbiamo rivedere le attenuanti»

Parla Donatella Ferranti, presidente commissione giustizia alla Camera: subito audizioni dei familiari delle vittime

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GALLICANO. «Dovremo riflettere seriamente sul meccanismo di concessioni delle attenuanti generiche. Perché capisco che di fronte a fatti come quello di Vanessa le famiglie possano rimanere sconcertate a causa di pene che sembrano irrisorie». La storia di Vanessa Simonini e del suo assassino, Simone Baroncini, condannato a 16 anni con sentenza definitiva, è destinata ad approdare nelle stanze del Parlamento: le frasi riportate sopra, infatti, sono state pronunciate da Donatella Ferranti, presidente Pd della commissione giustizia della Camera.

Ferranti conosce il caso di Vanessa: a tenerla aggiornata è stata la collega Raffaella Mariani, che le ha comunicato anche il risultato dell’udienza di fronte alla Cassazione. «In commissione presto parleremo di questo argomento - prosegue Ferranti -. Ci sono due punti da esaminare. Il primo è quello del rito abbreviato (che consente di abbassare la pena di un terzo, ndr) che all’inizio era escluso per i reati più gravi, ma che poi è stato esteso. Credo che non sia corretto intervenire su questo aspetto, ad esempio escludendo l’abbreviato per i reati puniti con l’ergastolo: questo rito, infatti, permette di snellire i processi e di arrivare prima a una sentenza, anche a tutela delle vittime. Piuttosto, dovremo valutare il meccanismo di concessione delle attenuanti: certe tipologie di aggravanti, per delitti così gravi, non dovrebbero essere annullate dalla concessione delle attenuanti generiche».

Proprio questo è successo, infatti, nel processo di secondo grado a carico di Simone Baroncini. I giudici, infatti, hanno riconosciuto l’aggravante dei futili motivi, ma hanno nello stesso tempo concesso le attenuanti generiche per la mancanza di precedenti penali e per la collaborazione prestata con gli inquirenti. Proprio questo meccanismo è quello che un provvedimento di legge potrebbe spezzare, in presenza di delitti efferati come quello di Vanessa.

«Già nella scorsa legislatura - ricorda l’onorevole Ferranti - avevamo cominciato a porci il problema. Ora ne riparleremo, mettendo all’ordine del giorno della commissione sia audizione tecniche e giuridiche, sia incontri con le associazioni dei familiari delle vittime. Credo anche che ci sia una possibilità per arrivare a un’intesa: su temi come questi sarebbe molto grave non essere d’accordo».

C’è un ulteriore punto che verrà discusso. E anche questo riguarda quanto avvenuto a Vanessa e alla sua famiglia: «Dobbiamo essere in grado di migliorare la tutela delle parti offese - spiega la presidente Ferranti -. Parlo del risarcimento del danno, ma anche della questione delle spese legali. Su questo esiste anche una direttiva europea, che dovremo recepire entro il 2015, che prevede una tutela maggiore delle vittime di reato».

A supportare questa battaglia è anche Raffaella Mariani, che fin da quel terribile dicembre di quattro anni fa ha sostenuto la famiglia di Vanessa. E anche venerdì è andata alla Corte di Cassazione per incoraggiare la madre Maria Grazia e le due sorelle, che stavano attendendo con ansia di essere chiamate in aula.

«Di questo tema ho parlato con molti colleghi che si sono spesi sulla questione del femminicidio - spiega Mariani -. So bene che si tratta di un tema delicato, perché riguarda le garanzie nei processi e, inoltre, comporterebbe modifiche di non poco conto ai codici. Ma è giusto affrontarlo. E ho visto davvero molta disponibilità a parlare di un argomento così difficile, anche da parte di molti uomini e non solo di donne».

Intanto la notizia della condanna a 16 anni a carico di Baroncini, arrivata nella tardissima serata di venerdì, ieri ha fatto rapidamente il giro di Gallicano e della Valle del Serchio. Unanime lo sconcerto per una pena considerata troppo mite, sconcerto arrivato anche sulle pagine Facebook degli amici e dei conoscenti di Valentina.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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