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A PONTE BUGGIANESE

Operai davanti all’Alival presidio e tanta paura

Operai davanti all’Alival presidio e tanta paura

PONTE BUGGIANESE. E' contestazione aperta alla Alival, celebre azienda di prodotti caseari con sede principale in via Porrione, in località Albinatico, e secondo stabilimento a Porcari ma con...

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PONTE BUGGIANESE. E' contestazione aperta alla Alival, celebre azienda di prodotti caseari con sede principale in via Porrione, in località Albinatico, e secondo stabilimento a Porcari ma con attività produttive in tutta Italia. In mancanza di comunicazioni ufficiali dell’azienda e di interventi dei sindacati, il passa parola ha portato ieri mattina i lavoratori a presentarsi spontaneamente ai cancelli della fabbrica mentre era in corso il consiglio d’amministrazione. L’azienda è di proprietà di Andrea Fanucchi, residente nel Capannorese. Nel presidio di fronte alla fabbrica si è parlato anche di una vendita dell’azienda. Regna quindi grande incertezza intorno a una realtà produttiva leader a livello nazionale ed europeo nella produzione e commercializzazione di formaggi, mozzarelle e ricotta (qui, nel 1988, fu inventato il famoso Condipizza). Ma quello che preoccupa è il futuro dei 173 lavoratori impiegati tra Ponte (un centinaio) e Porcari. Che qualcosa non andava si è capito nella giornata di ieri, quando la gran parte delle maestranze ha occupato fin dalla prima mattina il piazzale esterno della sede di Albinatico, proprio sotto agli uffici della presidenza. Il presidio non era né una protesta né una dimostrazione, ma è stato organizzato spontaneamente dagli operai quasi del tutto all'oscuro dei movimenti di assetto aziendale, data l'assenza di rappresentanti sindacali e della Rsu interna, di cui la forza lavoro dell'Alival è sprovvista. Anche perché nella sala riunioni dello stabile era in corso di svolgimento il consiglio di amministrazione con i vertici del caseificio. In un primo momento all'ordine del giorno della discussione, che è stata comunicata ai dipendenti nell'ultima settimana con una circolare (dai pochi dettagli) affissa nelle bacheche dei vari reparti di produzione, sembrava ci fossero “solo” le dimissioni presentate dal direttore generale dell'industria, il 58enne Luca Cantini, manager di Ponsacco, e da Antonio Severini, 53 anni di Buggiano, responsabile delle risorse umane e direttore degli stabilimenti.

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