Sanità, la riorganizzazione allarma la Valle del Serchio
Il comitato locale chiede la convocazione della Conferenza dei sindaci perché venga fatta chiarezza sul destino delle chirurgie e della riabilitazione
CASTELNUOVO. La riorganizzazione dell’assistenza sanitaria e dei servizi della Als 2 è alle porte e in Garfagnana e Valle del Serchio aumenta la preoccupazione sul destino delle strutture locali.
Sono infatti previsti spostamenti, riduzioni, chiusure, cambiamenti che interesseranno naturalmente anche la Valle del Serchio e quindi i presidi di Castelnuovo e Barga.
Il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio teme che la zona possa essere penalizzata e chiede la immediata convocazione di una Conferenza dei Sindaci:
«Il direttore D’Urso ha nel cassetto dallo scorso febbraio il piano di razionalizzazione dell’azienda, e lo ha esposto ai sindaci nell'agosto scorso in un’anomala assemblea della Conferenza che era chiusa al pubblico – dicono i membri del comitato –. Nonostante questa mancata occasione di trasparenza, si è comunque potuto intravedere il triste destino cui le nostre strutture sembrano condannate dall'apertura del nuovo San Luca di San Filippo, prevista al momento per il mese di febbraio 2014.
«Dichiarazioni attribuite qualche mese fa al direttore sanitario Polimeni, nonostante successive smentite da parte dell’azienda, lasciano più di un sospetto che un reparto come riabilitazione, da tempo presente con successo in Valle, rischi un serio ridimensionamento anche alla luce di analoghe strutture che nasceranno a Lucca.
«Ancora, l’apertura del nuovo ospedale San Luca comporterà il sostanziale raddoppio delle sale operatorie oggi disponibili al Campo di Marte: dato che, per ragioni di bilancio, tali sale dovranno funzionare a pieno regime, è triste ma doveroso chiedersi che fine faranno le attività chirurgiche ed ortopediche attualmente presenti in Valle con ottimi risultati qualitativi e quantitativi».
Il comitato parla anche del caso del poliambulatorio di Montefegatesi, prima chiuso e poi riaperto nel giro di pochi giorni:
«Al di là di un esito che pare fortunatamente positivo, quanto successo conferma l’urgenza di un chiarimento istituzionale circa l'organizzazione dell’Asl 2 nel prossimo futuro – afferma in una nota il comitato –.
«Non è accettabile che un tema così importante passi sopra le nostre teste senza una precisa e attendibile informazione pubblica che chiarisca i reali progetti che i vertici dell’Asl 2 intendono portare avanti.
«Dopo mesi e mesi di colpevole silenzio, la convocazione di un'assemblea della conferenza dei sindaci incentrata su questo tema, questa volta aperta ai cittadini, non è più rimandabile».
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