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Sagre e circoli, concorrenza sleale

«Ci sono feste di paese che durano settimane: sono veri ristoranti»

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LUCCA. Abusivismo commerciale, la Confcommercio torna a parlare della concorrenza nel settore della ristorazione.

«Ambito, questo, molto spesso costretto a fare i conti con forme di abusivismo soltanto parziali, ma non per questo meno deleterie sul piano dei danni prodotti. Uno degli esempi è quello delle sagre, manifestazioni regolarmente autorizzate, ma a cui la legislazione, come del resto Confcommercio denuncia da tempo, consente di trasformarsi di fatto in vere e proprie attività di somministrazione. Pensate in origine come eventi di breve durata e destinate alla promozione di prodotti tipici locali, le sagre si sono trasformate poi nel tempo in eventi della durata, in certi casi, di diverse settimane oltre che dotati di menù completi comprensivi di antipasti, primi, secondi e contorni, in piena concorrenza con la ristorazione tradizionale senza però le restrizioni sanitarie e burocratiche di quest’ultima».

La Confcommercio sottolinea anche il ruolo concorrenziale di molti circoli privati «che, ricorrendo alla formula dell’ingresso consentito soltanto ai soci in possesso di tessera d’iscrizione, offrono in realtà ristorazione a tutti gli effetti e, di fatto, aperta a chiunque, esattamente come un qualsiasi ristorante, ma anche in questo caso protetti da benefici fiscali enormi rispetto a un pubblico esercizio.

« Da non dimenticare, infine, il ruolo di tutte quelle attività che, approfittando della confusione legislativa generata dalle cosiddette liberalizzazioni, finiscono con lo sforare dalle proprie competenze specifiche, trasformandosi a loro volta in attività ristorative vere e proprie». Si tratta di quei negozi di vicinato che si trasformano in locali di ristorazione.

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