Il Tirreno

Lucca

Scuola di libertà

Incontro tra gli studenti e gli operatori del carcere

LUCCA. Gli studenti entrano in carcere. Ma solo per capire cosa significa il concetto di “libertà”. Da un paio di mesi è infatti iniziato il nuovo anno scolastico, che ha segnato la rinnovata...

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LUCCA. Gli studenti entrano in carcere. Ma solo per capire cosa significa il concetto di “libertà”. Da un paio di mesi è infatti iniziato il nuovo anno scolastico, che ha segnato la rinnovata collaborazione tra l’associazione Gruppo volontari carcere (Gvc), gli istituti superiori del nostro territorio e il carcere San Giorgio. La programmazione prevede una serie d'interventi che coinvolgeranno una decina di classi (iniziative in aula, visite alla casa di accoglienza e in carcere). Tutto ha avuto inizio ieri con l’iniziativa “A scuola di libertà”. Le scuole imparano a conoscere il carcere in questa prima “Giornata nazionale” dedicata a un progetto che vuole far incontrare il carcere e la scuola. Organizzata dalla Conferenza nazionale volontariato giustizia in collaborazione con il Ministero dell’istruzione, la giornata ha visto un primo incontro al liceo Vallisneri, dove operatori del Gvc e operatori penitenziari hanno incontrato circa cento studenti per parlare. Nella la sala Mario Tobino di Palazzo Ducale si è poi tenuta la conferenza “A scuola di libertà – Il carcere oggi e la pena capitale”, con la partecipazione di Fabio Origlio, sostituto procuratore presso la Procura della Repubblica, Francesco Ruello, direttore della casa circondariale, e Massimiliano Andreoni, del Gvc. Il progetto “A scuola di carcere”, dal 2004 a oggi, ha effettuato 160 interventi. Sono stati incontrati più di 5mila studenti e più di 30 insegnanti e 15 scuole coinvolte, cui si aggiunge la partecipazione dei gruppi scout di Lucca. Perché è importante entrare nel mondo del carcere? «La nostra esperienza ci dice che ci possono insegnare molto - spiega Massimiliano Andreoni, responsabile del progetto per conto del Gvc -. Per apprezzare davvero la libertà è importante capire che può capitare di perderla per errori, per leggerezza, per scarso rispetto degli altri».

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