La manifestazione
Fallimento pilotato, arrestati i dirigenti di una ditta di Porcari
L’amministratore di fatto e il direttore generale della Giesse nei guai per distratto dai creditori oltre 700mila euro
LUCCA. Costituita nel 2006 e dichiarata fallita dal tribunale nel novembre del 2011 con un passivo di 5 milioni di euro. La Giesse di Porcari, produttrice di macchinari per cartiere e industrie e specializzata in revisioni, installazioni e manutenzioni, ha avuto sino a sessanta dipendenti. Lavoratori abbandonati a se stessi con i vertici aziendali che nel tempo non si erano mai presentati ad incontri sindacali senza dare alcuna garanzia (leggasi ammortizzatori sociali) agli operai e le maestranze. In realtà la curatela aveva subito riscontrato palesi anomalie nel fallimento Giesse ritenendolo un crac pilotato. Le carte quindi erano passate alla procura con il sostituto Piero Alessandro Capizzoto che aveva delegato l’indagine al maresciallo Nicola Borgia della sezione di pg della Guardia di Finanza in servizio in procura.
Stando all’accusa è emerso un quadro probatorio a tinte fosche: false fatture per acquisti inesistenti per complessivi 648mila euro, distrazione di somme, attraverso fatture gonfiate, per 747mila euro e 99mila euro girati in nero ad un’azienda in assenza di qualsiasi documento contabile. Circostanze inequivocabili per la procura a generare il reato di bancarotta fraudolenta.
Così il sostituto procuratore ha chiesto e ottenuto dal gip Alessandro Dal Torrione due provvedimenti cautelare nei confronti dell’amministratore di fatto e del direttore generale della Giesse di Porcari. Custodia cautelare in carcere per Angelo Quero, 56 anni, originario di Massafra (Taranto) e domiciliato a Tirrenia e arresti domiciliari per Bruno Ghiloni, 65 anni, nato a Coreglia Antelminelli e residente a Marina di Pietrasanta, indagato anche per inosservanza delle pene accessorie (era già stato condannato in precedenza ad esercitare uffici direttivi per 10 anni in qualsiasi impresa). Denunciato a piede libero - anche per lui verrà chiesto il rinvio a giudizio - l’amministratore unico della ditta: Giovanni Lucchesi, 48 anni, residente ad Altopascio.
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