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Bancarotta, arrestati i vertici di un’azienda della Piana

Bancarotta, arrestati i vertici di un’azienda della Piana

Eseguita un’ordinanza di custodia in carcere e un’altra ai domicialiari, indagata una terza persona: hanno sottratto ai creditori 747mila euro

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LUCCA. Due persone arrestate (una in carcere, l’altra ai domiciliari) e una terza indagata dalla Procura per una bancarotta fraudolenta di una ditta di macchinari per cartiera della Piana. Si tratta, dell'amministratore di fatto, del direttore generale e dell'amministratore unico (solo quest'ultimo non è in stato di detenzione) dell’azienda, che era stata dichiarata fallita nel 2011: secondo la Procura, e la finanza che ha condotto le indagini,il fallimento sarebbe stato provocato proprio da queste tre persone, in concorso fra loro.

Gli indagati devono rispondere del reato di bancarotta fraudolenta per aver falsificato i libri e le altre scritture contabili e per aver registrato fatture false in acquisto per complessivi 648mila euro (procurando così un danno ai creditori), oltreché per aver distratto la complessiva somma di 747 mila € destinandola in larga parte al pagamento delle fatture medesime, ad eccezione dei residui 99 mila € girati in nero ad una azienda, in assenza di qualsiasi documento contabile. Le tre persone devono, altresì, difendersi dalle accuse di ricorso abusivo al credito, avendo ottenuto, a mezzo di fatture gonfiate anticipi bancari non dovuti per diverse decine di migliaia di euro. Solo il direttore generale, già colpito in una precedente condanna dalla pena accessoria della incapacità di esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa per dieci anni, è chiamato a rispondere anche del reato che punisce l'inosservanza di tale interdizione.

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