Il Tirreno

Lucca

Scovata la maschera funebre di Puccini

di Luca Tronchetti
Scovata la maschera funebre di Puccini

I carabinieri risolvono il caso della sparizione: denunciati cinque antiquari e un cliente. Adesso è caccia all’autore del furto

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LUCCA. Improvvisati e maldestri ricettatori d’opere d’arte capaci di vendere un pezzo unico come la maschera funebre in bronzo di Giacomo Puccini a poco meno di 500 euro e preziosi registri del XVI, XVII e XVIII secolo a 7-800 euro a faldone sono stati scoperti dai carabinieri a poco più di un mese dal furto avvenuto a palazzo Ducale. Per chiudere il cerchio adesso manca soltanto l’autore (o gli autori) del furto messo a segno nella sede dell’Accademia Lucchese di Scienze, Lettere e Arti - presieduta dal professor Raffaello Nardi e fondata quasi cinque secoli orsono - da persone che, evidentemente, non avevano neanche la minima idea di quale inestimabile patrimonio erano riusciti a trafugare. Che non si tratti di un furto su commissione, ma che ad agire sia stato un mariuolo da strapazzo incapace di distinguere un’opera da parte o un pezzo da collezione da una volgare patacca lo si evince anche dalle singolari modalità del colpo. Il malvivente - che evidentemente aveva la chiave della sede dell’Accademia Lucchese visto che non vi sono segni di effrazione alla porta dell’ufficio - ha lasciato documenti di fondamentale importanza in grado di attestare l’unicità e l’autenticità della maschera bronzea opera dello scultore belga Jules Berchmans che prese l’impronta del volto del musicista appena defunto. Tra gli attestati lasciati nell’ufficio dell’Accademia Lucchese la relazione commissionata nell’estate del 1924 da Benito Mussolini all’ambasciatore del Belgio, Luca Baroni Orsini, sul tumore alla gola che provocò il decesso del grande maestro ospite del diplomatico a Bruxelles per sottoporsi alle costose cure specialistiche del suo caso.

Sei denunce. Nei guai sono finiti cinque antiquari e un cliente. Per i carabinieri l’elemento chiave dell’indagine è un rigattiere lucchese di 53 anni. Lui avrebbe ricevuto dall’autore del furto la maschera funebre, i registri, le stampe, i volumi, i documenti, le monete e le medaglie coniate dell’Antica Zecca di Lucca trafugate dell’Accademia. E si sarebbe messo al lavoro per contattare dei colleghi antiquari della periferia e della Piana interessati alle opere d’arte e alla maschera mortuaria con il calco del volto del grande maestro autore di opere immortali come «Tosca» e «Madame Butterfly». Per quest’ultima ha contattato un negoziante di 66 anni residente a Capannori. Lui non era interessato alle opere d’arte, ma ha fatto da intermediario contattando un collega di 62 anni residente nello stesso comune. La maschera di bronzo occultata in una scatola all’interno della bauliera dell’auto del rigattiere è stata mostrata all’antiquario dimostratosi interessato all’acquisto dopo un appuntamento fissato in un bar della zona. Alla richiesta della certificazione di autenticità necessaria il rigattiere lucchese ha preso tempo sostenendo che quel calco bronzeo realizzato dallo scultore belga su commissione della famiglia Puccini era una terza copia assolutamente inedita. Una scultura finita chissà come nella soffitta di un’abitazione con il basamento in legno gettato via perché ormai marcito. Dal racconto fornito dal ricettatore-antiquario i padroni di casa avevano bisogno di liquidità e così il prezzo di vendita di quel pezzo unico che avrebbe fatto gola ai collezionisti di tutto il mondo disposti a pagare decine di migliaia di euro pur di avere quel cimelio? Poco meno di 500 euro. Una miseria frutto dell’assoluta ignoranza in materia. Tre blocchi di faldoni con i registri e alcune monete coniate dalla Zecca (settanta sono scomparse, ma il loro valore non è elevato) sono state rinvenute invece da un antiquario lucchese di 57 anni e da uno di Capannori di 52. Le avevano acquistate per 7-800 euro quando un solo documento vale 3-400 euro. Per tutti l’accusa è di ricettazione di opere d’arte mentre un cliente di 40 anni residente ad Empoli è stato segnalato all’autorità giudiziaria per incauto acquisto.

L’indagine. A dare impulso all’indagine dopo la denuncia presentata dai carabinieri di Lucca Centro dal professor Nardi sono stati proprio alcuni acquirenti che, dopo aver letto la notizia sui giornali, coscienti di avere in mano materiale scottante si sono rivolti ai militari e hanno consentito il rapido recupero di quasi tutta la refurtiva già riconsegnata all’Accademia.

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