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Lucca

Il cinema Italia a rischio chiusura, in arrivo un possibile acquirente

La sala di via del Biscione (di proprietà della Curia) è da due anni in cerca di un nuovo proprietario Per adeguarsi al digitale serve un investimento elevato. L’ancora di salvezza può essere “Ezechiele”

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LUCCA. Spunta un acquirente per il cinema Italia di via del Biscione messo in vendita due anni fa dalla Curia per recuperare fondi da investire nella ristrutturazione di altri edifici più funzionali alle sue attività. In questo periodo la chiusura è stata scongiurate e le proiezioni sono proseguite con un centinaio di film all’anno. Ora c’è un possibile acquirente, ma per i cinefili non è una buona notizia perché difficilmente sarebbe mantenuta l’attuale destinazione della sala che ha bisogno di interventi strutturali e di riqualificazione. Don Alessandro Banducci, al quale è affidata la gestione della sala, dice di non occuparsi della vendita dell'edificio. Che non è di particolare pregio e non sarebbe neppure vincolato dalle Belle arti.

Certo è che a partire dal primo gennaio del 2014 le case cinematografiche non produrranno più le classiche pellicole e distribuiranno i loro film solo col sistema digitale. Una rivoluzione tecnica che abbasserà i costi di distribuzione, ma che metterà in crisi le piccole sale. Poche quelle che avranno la possibilità di adeguarsi alle nuove esigenze tecniche per non essere costrette a chiudere. Un problema che interesserà anche il cinema Italia, l’unico non ancora digitalizzato. Astra, Moderno e Centrale da tempo si sono dotate di un impianto digitale di ultima generazione. All'Italia invece si proiettano ancora le bobine, quindi con poca scelta e niente prime visioni. Gli investimenti economici necessari per adeguarsi al digitale variano a seconda della grandezza delle sale e del tipo di apparecchiatura scelta, ma in ogni caso sono molto elevati (si va da 60 a 100mila euro). E l'ipotesi che l’Italia chiuda è sempre più concreta. Un altro cinema dopo il Pantera e il Nazionale potrebbe smettere di proiettare i film. La conseguenza sarebbe la fine anche dell'esperienza del cineforum Ezechiele, oltre 10 anni di attività e due appuntamenti fissi alla settimana, il martedì e mercoledì. Un punto di riferimento per la cultura in città, con i suoi cento film in programmazione ogni anno. Tanto che la programmazione dopo Natale e per il prossimo anno è a rischio, perché i film d'autore, spesso di case di distribuzione più piccole, passeranno al digitale in virtù dei minori costi di produzione nonché di trasporto e magazzino. Già ora il 90% dei film escono solo in digitale.

L'associazione Ezechiele 25,17 ha proposto al gestore dell'Italia di acquistare per proprio conto il proiettore digitale sfruttando anche le agevolazioni in corso per la riconversione delle sale cinematografiche. «È una fase di incertezza e sappiamo che sta per uscire un bando regionale che finanzierebbe parte dell'investimento. Noi saremmo intenzionati a partecipare, investendo nostre risorse e mettendo il nuovo proiettore a disposizione del cinema Italia. Abbiamo proposto questa soluzione al gestore e siamo in attesa. Seguiamo l'evolversi della situazione, la nostra disponibilità è massima».

Sviluppi sono attesi nei prossimi giorni. Fatto sta che l'avvento del digitale è ineluttabile: in tutta Italia saranno circa 1600 le sale destinate a chiudere.

Nicola Nucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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