Sicurezza
Protesta dei buoni pasto abbonati gli importi in più
LUCCA. «Archiviato il caso della protesta del panno. Un caso indefinito e indefinibile», spiega il dirigente del servizio scuola Giovanni Marchi, quello della protesta contro i buoni pasto dell’annata...
LUCCA. «Archiviato il caso della protesta del panno. Un caso indefinito e indefinibile», spiega il dirigente del servizio scuola Giovanni Marchi, quello della protesta contro i buoni pasto dell’annata scolastica fra 2009 e 2010, quando una parte di genitori acquistarono i buoni pasto per la mensa dei figli ma non pagarono mai l’adeguamento al costo in base all’aumento sopravvenuto (il buono costava 3,20 euro e schizzò prima a 4,60 e poi a 4,10 nella fascia più alta). Il recupero degli importi non pagati di mensa scolastica previsto dalla giunta oggi infatti si riferisce solo all’annata 2011-2012 e, come sottolinea Marchi, la parola “conguaglio” non viene mai citata. La quota a differenza tra le diverse tariffe applicate nel 2009-2010 verrà in sostanza abbonata.
Un caso che oltretutto rimane ancora aperto, con un ricorso al Tar tuttora pendente. In realtà, spiega Michela Donati, una delle anime del comitato dei genitori che diede vita alla protesta per i buoni pasto, «il ricorso verteva su tre aspetti. Il primo: il fatto che la giunta dell’epoca considerava indicatori di benessere il consumo di acqua e gas; il secondo l’esclusione dalle agevolazioni dei non residenti a Lucca che avevano i figli nelle scuole lucchesi. Quando la giunta ritirò questi due provvedimenti, noi ritirammo le voci corrispondenti del ricorso. Ma la terza è rimasta: è quella relativa al conguaglio, ai soldi in più che il Comune voleva dalle famiglie dopo che, nel corso dell’anno, aveva aumentato la tariffa della mensa. Noi non li abbiamo mai pagati. Ci risulta che in tutto sia un importo di 142mila euro. Dal nostro legale sappiamo che il ricorso sarà discusso dal Tar a breve».
Quanto all’azione del Comune sulle tariffe mensa non pagate l’anno scorso, Michela Donati la vede di buon occhio. «Non devono essere sempre i soliti a pagare», sottolinea.
Oggi, molti genitori dell’allora comitato fanno parte delle commissioni mensa nelle scuole. «Siamo un po’ delusi - conclude Michela Donati -. Il sindaco ci aveva promesso più attenzione sui menu dal punto di vista nutrizionale. Dagli abbinamenti che riscontriamo non ci sembra così». (b.a.)
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