Sicurezza
Mensa non pagata, arrivano 846 cartelle
Evasi 154mila euro nell’annata 2011-2012. Il Comune restituirà i soldi a chi aveva acquistato buoni pasto senza usarli
LUCCA. Il Comune fa ordine nelle pendenze in materia di refezione scolastica. E lo fa operando sostanzialmente in due direzioni: andando a recuperare crediti da utenti che risultano morosi relativamente all’anno scolastico 2011-2012, versando invece le spettanze a chi (nei precedenti anni scolastici) aveva acquistato buoni pasto senza utilizzarli.
I conti sono già fatti. Nell’annata scolastica 2011-2012 le famiglie che per importi diversi risultano morose nel pagamento della mensa scolastica (oggi la tariffa piena è 4,10 euro, a fronte del costo complessivo di 5,30; la tariffa scende in parallelo ai redditi più bassi secondo la certificazione Isee) sono nel complesso 846, per un totale di tariffe evase di 154.741,62 euro.
L’importo dovuto è stato classificato in dieci fasce: quelle che annoverano il maggior numero di debitori sono fra venti e trecento euro (609), 44 nella fascia fra trecento e quattrocento euro, 50 tra quattrocento e cinquecento, 34 fra cinquecento e seicento, 36 fra seicento e mille. Sei utenti risultano morosi per cifre sopra i mille euro.
Secondo l’azione di recupero crediti varata dalla giunta comunale, verranno richieste cifre dovute a partire da un minimo di venti euro. Per ogni cartella, inviata per raccomandata, è previsto un totale di spese di procedimento di dieci euro. Il pagamento dell’importo complessivo dovuto, per l’utente, dovrà essere effettuato entro il termine di quindici giorni. Diversamente, il Comune darà corso alla procedura di recupero forzoso, senza ulteriori avvisi.
Invece, per gli importi non pagati inferiori a venti euro, addetti del Comune contatteranno gli interessati per sollecitarli a versare le cifre dovute (evitando così l’attivazione della procedura prevista per importi da venti euro in su).
«Abbiamo dovuto mettere in atto una procedura del genere - spiega Ilaria Vietina, vicesindaco con delega a scuola e sociale - anche nel rispetto di tutti gli utenti che sono regolari nei pagamenti. Complessivamente non si tratta di una grande morosità e probabilmente si può riallacciare anche a un periodo di particolare difficoltà per tante famiglie».
Anche se, sottolinea sempre Ilaria Vietina, per tutti quegli utenti che si trovassero in difficoltà economiche per problemi di lavoro «se lo faranno presente ai nostri uffici, la tariffa mensa verrà loro ridotta alla fascia inferiore. Una possibilità che viene offerta a tutt’oggi».
Ammonta invece a 13.271,40 euro la cifra dovuta dall’amministrazione a quelle famiglie che, nell’anno scolastico 2009-2010 quando venivano applicati, avevano acquistato carnet di buoni pasto (dal costo di 3,10 euro ciascuno) per la mensa dei figli senza utilizzarli completamente.
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