Sicurezza
Basta cialtronerie, riqualifichiamo Lucca
Il direttore dell’Ascom chiede al Comune di varare il piano per le funzioni: «Il centro storico deve essere protetto»
LUCCA - “Paris” che ha cessato l’attività e dopo più di 50 anni verrà sostituito da un negozio di abbigliamento, “In Villa” (oggetti di lusso per la casa) che in via Vittorio Veneto liquida tutto e chiude, la libreria Massoni in via S. Croce momentaneamente con le saracinesche abbassate in attesa di riaprire con un target diverso. E poi il Caffè Di Simo in via Fillungo, storico locale, che dall’estate 2012 è desolatamente spoglio. E poi in tante strade vetrine spente e polverose, mentre i commercianti fanno sempre più fatica a andare avanti. Lo dimostrano le adesioni a rilento all’illuminazione natalizia: i soldi sono pochi e si spendono malvolentieri.
Insomma, il settore trainante della città è in crisi. In crisi nera.
«La speranza è che l’economia di riprenda, certo, ma anche il Comune può fare la sua parte - dice Rodolfo Pasquini, direttore della Confcommercio -. L’invito che rivolgo alla giunta Tambellini è di attuare il piano delle funzioni per la tutela del centro storico. Che così com’è non può essere paragonato a quello di qualche anno fa».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
