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Sarà “incatenato” il campanile di Brucciano

Sarà “incatenato” il campanile di Brucciano

Intervento assai ridimensionato rispetto alle previsioni: si partirà a inizio del prossimo anno

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BRUCCIANO. Il danno e la beffa, nel giro di pochi mesi. Ci sono infatti aggiornamenti sulla vicenda che riguarda il campanile e la chiesa di San Sisto, nel piccolo paese di Brucciano, frazione di Molazzana. Se qualche mese fa si pensava a fondi a pioggia ed opere mastodontiche, la realtà odierna è a dir poco ridimensionata, per usare un eufemismo. Infatti, dopo analisi tecniche e sopralluoghi, il commissario delegato per fronteggiare le criticità causate dal terremoto, Giovanni Menduni, ha dato il via libera per un ripristino temporaneo del campanile con un lavoro di messa in sicurezza.

Una bella notizia, verrebbe da dire, se non fosse che questo intervento, del costo di circa 25mila euro, sarà solo un “brodino”. Infatti, vista l’esiguità dell’impegno economico, quest’opera concernerà l’installazione di catene tradizionali a tenuta del monumento. Niente fibre in carbonio, quindi, come era nelle intenzioni e nei progetti originali, che prevedevano una sistemazione definitiva per lo storico campanile del XII secolo. La beffa, si diceva, è che questo “rattoppo” fatto per necessità impellenti, visto che di fatto la struttura è ancora inagibile, durerà appena cinque anni, mese più o mese meno. Sui tempi di avvio dei lavori, molto probabilmente si partirà agli inizi del 2014, perché sono tuttora in corso le indagini sui costi per l’operazione, e poi si procederà all’affidamento diretto.

Si parla di un piccolo contributo che sarà elargito dalla Curia, ma si tratta sempre di interventi correttivi. Intanto, nulla si sa invece del futuro della chiesa e dell’annessa canonica, dichiarate inagibili dal 25 febbraio scorso su ordinanza del sindaco Rino Simonetti, e lesionate dal sisma. Dai responsabili del patrimonio della Curia all’indirizzo del comune non è ancora giunto nulla, né ipotesi progettuali, né tantomeno disponibilità di spesa. Fino a qualche settimana fa, come documentato in esclusiva sulle colonne de Il Tirreno, l’idea meno costosa e tecnicamente più veloce per risolvere la vertenza era l’abbattimento dei due stabili. Decisione dolorosa, che però non piace ai residenti, i quali sono costretti tuttora a seguire le funzioni religiose in un’altra chiesina nei dintorni della piazza del paese. Ma il silenzio dei proprietari preoccupa e non poco tutti coloro che hanno a cuore lo storico edificio di culto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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