Sicurezza
Chiese, i turisti bocciano il ticket «Già troppe cose a pagamento»
La maggior parte dei visitatori contraria all’ipotesi di diocesi e cattedrale per reperire fondi C’è chi propone un biglietto cumulativo per più siti e con la visita alla tomba di Ilaria del Carretto
LUCCA. La proposta di un ticket per salvare dal degrado le chiese lucchesi divide i turisti: molti gli scettici che sperano in un’inversione di marcia, meno coloro che si mostrano disposti a pagare. È quanto emerge parlando con i visitatori che affollano il centro storico in questo secondo weekend di novembre.
La possibilità, al vaglio della diocesi, di istituire, per i non residenti a Lucca e provincia, un biglietto per l’ingresso in alcuni luoghi sacri della nostra città, sembra infatti destare non poche polemiche. «Non paghiamo già abbastanza per tutto? – afferma una coppia di bresciani appena fuori da San Martino – adesso anche l’entrata? Abbiamo già versato quattro euro per il monumento funebre di Ilaria del Carretto e un euro per vedere illuminata “L’ ultima cena” del Tintoretto». Non una novità per loro che, già a Ravenna, si sono scontrati con questa realtà. «Capiamo che i lavori di restauro siano necessari e, in alcuni casi, impellenti – proseguono i coniugi –. Se l’unica soluzione plausibile è quella di chiedere un contributo a chi viene da fuori, è doveroso rivedere l’intero sistema. Creiamo, ad un prezzo modico, una tessera cumulativa valida per l’accesso a tutte le chiese, ai monumenti, ai dipinti e agli affreschi almeno a carattere religioso».
Sembra essere proprio questo il rischio di una simile manovra. Diversi coloro che si dicono perplessi di fronte a questa eventualità, tanto da pensare di preferire, in futuro, mete differenti dove trascorrere le ferie o di saltare di netto la visita dei luoghi di culto a pagamento. Un problema, questo, sentito soprattutto dai più giovani, come spiega il ventisettenne Domenico Esposito di Palermo: «Mi piace viaggiare e sono appassionato d’arte. Finita l’università, mi sono preso un anno sabbatico e, mentre mi dedico ai colloqui di lavoro, mi organizzo vacanze low-cost. Calcolo le spese quasi al centesimo e l’introduzione di una tassa per poter godere del patrimonio di una città, la trovo abbastanza demotivante». Pur non dimenticando i danni che il maltempo e l’usura potrebbero causare, rischiando di far perdere per sempre documenti tangibili del nostro passato, Domenico Esposito invita a cercare altre soluzioni: «Non essendo del posto, non saprei consigliare dove rivolgere l’attenzione per reperire il denaro. Una cosa è certa: opere di ripristino sono indispensabili, ma non con i nostri soldi».
Dello stesso avviso la giovane Margot Lumière di Marsiglia che incontriamo mentre si accinge a visitare San Michele «Se la proposta diventasse una decisione definitiva, personalmente, non entrerei più. Sarebbe un peccato, ma opterei per uno sguardo dal fuori, oppure mi limiterei a scegliere soltanto una chiesa fra quelle a pagamento». «Il ticket non mi sembra l’alternativa migliore – commenta poi Romulo Piccinin Seitenfus, brasiliano che vive a Londra – non tutti possono permetterselo: rappresenta un ostacolo alla cultura a cui chiunque deve avere accesso. A Lucca ho notato situazioni dove è necessario agire tempestivamente, sia all'interno che all'esterno degli edifici, tuttavia, una tassa obbligatoria potrebbe non risultare alla portata di tutti. La cifra dovrebbe essere a discrezione del turista secondo le sue possibilità».
Se i contrari sembrano essere la maggioranza, c’è però anche chi, come lo spagnolo Satur Diaz, è d’accordo a fare uno sforzo in più. «Da un euro fino a tre potrebbe essere un prezzo accettabile – dichiara – Ma come si intende procedere per la verifica della validità del biglietto? Chi pagherà i controllori o l’installazione dei dispositivi? Se l’idea è quella di valorizzare gli edifici, il ricavato della vendita dei ticket dovrebbe essere interamente utilizzato per finanziare gli interventi. Solo allora la riterrei una richiesta fondata».
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