Il Tirreno

Lucca

«Non siamo razzisti e lo dimostreremo»

di Luca Tronchetti
«Non siamo razzisti e lo dimostreremo»

Il segretario e il diesse dei Diavoli Neri Gorfigliano si difendono dopo la denuncia della Digos per le ingiurie in campo

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LUCCA. «Guardi che questa storia oltre ad arreccare un notevole danno d’immagine rischia di chiudere per sempre l’esperienza di una società sportiva fondata sette anni fa dall’impegno di un gruppo di sportivi di Gorfigliano». È amareggiato il direttore sportivo Ivano Orsi e rimanda al mittente le accuse di discriminazione razziale nei confronti di tre calciatori e un dirigente della formazione dei Diavoli Neri che milita in Seconda Categoria. Non si riconosce nella frase culminata nell’espressione «Negro di m.... stai zitto» che - stando al referto arbitrale e alle dichiarazioni dei due fratelli originari del Marocco, ma italiani a tutti gli effetti, che militano nella Morianese - sarebbe stata pronunciata da un giocatore dei Diavoli Neri durante la partita del 13 ottobre scorso a S. Quirico di Moriano: «Una vicenda strumentalizzata da un arbitro che già in passato ci ha penalizzato. -dice il ds Orsi - Non saremo stinchi di santo, ma nemmeno razzisti e xenofobi. Quel giorno c’ero e non ho sentito da parte dei dirigenti pronunciare frasi di discriminazione razziale nei confronti dei due calciatori che per me sono italiani e non extracomunitari. L’arbitro nel referto ha detto che c’è stata una rissa nello spogliatoio. Ma lui era a far la doccia e cosa può aver visto? Parlate anche coi i dirigenti della Morianese e vi confermeranno che c’erano i due addetti alle squadre che si premuravano di separare i calciatori proprio perché in campo c’erano state frizioni. E poi l’arbitro mi deve spiegare perché non ha espulso nessuno se ha sentito frasi a sfondo razziale provenire dal rettangolo verde o dalla zona tecnica». Orsi se verrà confermata la multa e l’iter giudiziario andrà avanti con il rinvio a giudizio e il Daspo per i quattro tesserati coinvolti potrebbe decidere di gettare la spugna e non iscrivere la squadra nella prossima stagione. «Siamo finiti due volte in prima pagina per comportamenti molto negativi che riteniamo di non aver commesso. E pensare che io da tempo ho fatto un’adozione a distanza perché credo molto nell’integrazione tra i popoli». Sulla stessa lunghezza d’onda Nicola Donati, il segretario sportivo dei Diavoli Neri: «Aspettiamo l’esito del ricorso sportivo per la multa di 1200 euro e una volta ricevuti le comunicazioni di reato dalla questione provvederemo a cercare un legale per difenderci da accuse che non riteniamo giuste».Donati non era presente alla partita al campo sportivo di San Quirico di Moriano: «Si vuole paragonare quanto è accaduto da noi ai casi eclatanti di Boateng o Balotelli. La verità è che i nostri giocatori hanno ricevuto offese del tipo “garfagnini di m....” per tutta la partita e qualcuno ha risposto agli insulti con altri epiteti legati sempre al territorio del tipo “marocchini di m....” (il segretario evidentemente non sa che mentre nel primo caso la denuncia per ingiurie è a querela di parte, nel secondo in base alla legge Mancino del 93 è procedibile d’ufficio). Per me il calcio dev’essere divertimento allo stato puro e a fine partita le squadre dovrebbero andare a bere una birra assieme al di là dell’esito della partita. Nego con forza che dirigenti accompagnatori e addetti abbiamo proferito frasi razziste nei confronti dei due ragazzi originari del Marocco. Siamo pronti a difenderci in tutte le sedi perché convinti di non aver commesso un reato».

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