Il Tirreno

Lucca

In regalo con il giornale la foto degli spalti

In regalo con il giornale la foto degli spalti

Costruiti come struttura difensiva, ben presto divennero luogo per passeggio ma anche per il pascolo

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LUCCA. Per l’uscita numero ventuno della nostra collezione di foto sulle Mura in occasione dei 500 anni del grande monumento, usciamo... all’esterno.

Sì, perché la stampa che riceverete oggi insieme al Tirreno ha come protagonisti gli spalti, i grandi prati che corrono fra il paramento esterno e la Circonvallazione.

Un grande spettacolo per la vista, ma anche un grande significato storico. Perché, come ricorda Roberta Martinelli nel testo che accompagna le foto, il nemico doveva essere tenuto il più lontano possibile dalle mura in modo da far perdere efficacia ai colpi sparati dai suoi cannoni. Per questo l’area immediatamente adiacente ai baluardi e alle cortine doveva subire una radicale trasformazione sino a diventare qualcosa di assai simile ad un campo fortificato che doveva servire ad una prima difesa. Alberi ed edifici venivano abbattuti, si allargavano i fossati e si erigevano strutture protettive destinate ai soldati ed ai fucilieri: strada coperta, mezzelune e spalti. I lavori cominciarono nel 1646, ma ben presto persero il loro significato militare. E questi ampi spazi vennero utilizzati dai lucchesi come passeggio ma anche per portare al pascolo le greggi e per pescare all’interno del fossato. Oggi tutti gli spalti fanno parte del patrimonio dell’Opera delle Mura, con l’eccezione dell’area dei Vivai Testi.

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