Il dolore
Il presidente Baccelli teste nel processo Buscemi
Il numero uno di Palazzo Ducale inserito nella lista a difesa dell’attore che di fronte al tribunale di Pisa è accusato di stalking verso l’ex compagna
LUCCA. C’è anche il presidente Stefano Baccelli fra i testimoni inseriti nella propria lista testi dall’attore e regista Andrea Buscemi, sotto processo a Pisa con l’accusa di stalking.
Oltre a Baccelli, nella lista ci sono personaggi dello spettacolo come Leonardo Pieraccioni e Renato Zero, Giorgio Panariello e Roberto Farnesi. E poi politici: il sindaco di Pisa Marco Filippeschi e il presidente della Provincia Andrea Pieroni e con loro il primo cittadino di Prato, Roberto Cenni e il deputato Pd, Federico Gelli. Non è la scaletta di uno spettacolo con artisti sul palco e politici a fare da passerella.
Prove e testi. Il giudice ha accolto le prove testimoniali presentate dal pm e dalla parte civile, rappresentata dall’avvocato Samantha Lotti e ha fissato in 50, a scelta della difesa, i testi da sentire, salvo aumentarne il numero nel caso il cui l’esito dibattimentale ne giustificasse la ragione.
La parte civile ha ottenuto di far trascrivere il contenuto degli sms inviati dall’imputato su due cellulari in uso all’allora fidanzata che poi lo ha denunciato per stalking.
Ma agli atti, con richiesta di audizione in aula, ci sono anche due cd con le registrazioni telefoniche e ambientali tra Buscemi e la sua ex compagna che, secondo la Procura, conterrebbero frasi pronunciate con toni alterati in linea con le tesi dell’accusa che hanno portato al processo dell’artista con la citazione diretta a giudizio.
Sarà discussa in udienza anche la perizia psicologica prodotto dalla parte civile secondo la quale la giovane è «affetta da sindrome post traumatica da stress con effetti permanenti».
Le accuse. La storia era iniziata nei primi mesi del 2008 per poi concludersi circa un anno dopo.
Anche se, stando all’accusa, l’imputato avrebbe continuato a “braccare” la donna almeno fino alla fine del 2009 affidandosi anche a un’agenzia di investigazioni private.
La difesa. L’avvocato Carlo Di Bugno, difensore dell’attore e regista, ha argomentato la necessità di sentire 140 persone con l’esigenza di dimostrare che il suo cliente non aveva isolato dal mondo esterno l’allora compagna. Per la Procura, infatti, l’imputato avrebbe esercitato una pressione psicologica martellante, quasi quotidiana, sulla giovane al punto da annientarne la personalità e l’autonomia relazionale.
«Ecco perché – ha sottolineato il legale – è necessario sentire tutte queste persone. Vogliamo dimostrare che Buscemi, nella sua vita relazionale, non aveva isolato l’allora compagna che, anzi, portava fuori tutte le sere e a cui pagava abiti oltre a provvedere ad altre esigenze come la ristrutturazione di un appartamento». (p.b.)
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