La manifestazione
Aggressione e tentati suicidi a S. Giorgio
La denuncia del Sappe: «Così non si può più andare avanti, serve un cambio alla direzione»
LUCCA. Sembra non trovar pace il carcere di Lucca, sempre al centro di tensioni e polemiche ed oggetto anche di interrogazioni in Parlameno. E continuano gli episodi critici, come denuncia da tempo il Sindacato autonomo polizia penitenziaria Sappe.
«Solo negli ultimi giorni - dichiara Donato Capece, segretario generale Sappe - registriamo tre nuovi eventi critici nel penitenziario di Lucca: e cioè una nuova violenta aggressione ad un appartenente alla Polizia penitenziaria, questa volta un Ispettore, e due tentati suicidi di detenuti per fortuna sventati in tempo. Episodi che confermano come quello di Lucca sia un carcere che “naviga a vista”, con zero livelli di sicurezza per i poliziotti. Per questo abbiamo chiesto un “cambio di passo”, con l’avvicendamento del direttore. Per questo rinnoviamo la richiesta chiedendo anche una ispezione ministeriale, che accerti tutto quello che non va in questo carcere e le conseguenti precise responsabilità. Così non si può più andare avanti».
Capece, che esprime l’apprezzamento e la vicinanza del primo Sindacato del Corpo al Reparto di Polizia Penitenziaria di Lucca, intende sottolineare una volta di più quello che quotidianamente fanno i Baschi Azzurri: «Siamo attenti e sensibili, noi poliziotti penitenziari, alle difficoltà di tutti i detenuti, indipendentemente dalle condizioni sociali o dalla gravità del reato commesso. Negli ultimi vent’anni anni, dal 1992 al 2012, abbiamo salvato la vita ad oltre 16.000 detenuti che hanno tentato il suicidio ed ai quasi 113mila che hanno posto in essere atti di autolesionismo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
