Il Tirreno

Lucca

Turisti dentro le chiese «Servono regole precise»

di Barbara Antoni
Turisti dentro le chiese «Servono regole precise»

Calabrese (consorzio Turislucca) chiede il dialogo con gli enti religiosi di Lucca «Sul biglietto occorre ragionare, si rischia di veder diminuire le visite»

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LUCCA. «Pensiamo che in primo luogo sia essenziale il dialogo. Da tempo vorremmo parlare con la diocesi e gli altri enti religiosi di Lucca. Non solo sull’eventualità di istituire un biglietto di ingresso per alcune chiese, una questione che emerge adesso, ma anche di come si accede nelle chiese con i turisti. Di regole. Vorremmo dare un contributo col nostro lavoro».

Parla Gabriele Calabrese, guida turistica del consorzio Turislucca. Grande conoscitore del turismo e delle sue molteplici sfaccettature, delle esigenze legate a una tipologia di turista piuttosto che ad altre. «I turisti sono abituati a pagare - dice Calabrese -. Ma la possibilità di istituire un biglietto per alcune chiese va vagliata in tutti gli aspetti. Se si decide di applicare un ticket, diventa una tassa di scopo che quindi deve avere uno scopo. Non siamo contenti dell’idea di far pagare in sè».

Le occasioni sono innumerevoli ogni giorno per una guida turistica, spiega sempre Calabrese, di relazionarsi con le chiese sul territorio, «ci sono tanti argomenti, tante funzioni che vorremmo avere più chiare», sottolinea. Alcuni esempi. «Vorremmo capire tanto per cominciare se a Lucca si possono fare fotografie nelle chiese oppure no. Se si possono fare con o senza flash. Se i turisti devono entrare coperti. Se si preferisce che ai turisti vengano date spiegazioni a voce o con audioguide. Se si può entrare con i turisti mentre c’è una funzione religiosa in corso oppure no. C’è confusione in tutti questi argomenti, e nessuna regola almeno finora», aggiunge.

Quanto all’ipotesi di istituire il biglietto di entrata in alcune chiese (solo per i turisti, residenti a Lucca e provincia esclusi) - attualmente al vaglio della diocesi per le chiese che le fanno capo e dell’ente cattedrale per quanto attiene il duomo di San Martino -, Calabrese spiega che «non tutti i turisti entrano in tutte le chiese. Si devono far bene i conti. Tanti visitatori potrebbero con il biglietto non entrarci più. Vorremmo capire in quali chiese sarebbe applicato il biglietto».

Tanti argomenti in ballo. Calabrese vede come unica soluzione il dialogo con gli enti religiosi. «Dobbiamo parlare. È tanto che lo chiediamo. Ci auguriamo che la nostra richiesta possa essere corrisposta. Discutendo, potremo trovare la soluzione migliore per tutti», conclude.

Intanto, sempre più lettori stanno partecipando al sondaggio sul sito del Tirreno sul biglietto per le chiese. Su 156 votanti, 54 (il 35%) si dicono favorevoli al biglietto per i turisti, 102 (il 65%) contrari.

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