Il Tirreno

Lucca

Teatro aperto, spettacoli e non solo

di Barbara Antoni

Il neo direttore Ferrucci: collaboreremo con enti culturali ed eventi lucchesi, e con la Regione. Ospiteremo convegni di livello

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LUCCA. Ha appena inaugurato la sua terza settimana da direttore del teatro del Giglio il dottor Manrico Ferrucci (nella foto). Lui - pisano, una vita trascorsa nei teatri toscani - è arrivato a Lucca «senza pregiudizi». E al Giglio tra trovato «un metodo di lavoro corretto. Anche se di contatti con il teatro di Lucca ne avevo già avuti, io parto a tutti gli effetti il 21 ottobre. Una cosa fresca quindi». Questa la premessa. Seppure i giorni trascorsi sulla poltrona di direttore generale siano ancora pochi, le idee - nella testa di Ferrucci - sono però già molto chiare. Il futuro del Giglio, nella sua visione, sarà di teatro aperto alla città, alla collaborazione con i suoi enti e associazioni culturali, alle sue manifestazioni, determinato a dare il meglio in programmazione e produzione di spettacoli, a reperire risorse anche cedendo i suoi spazi per eventi non suoi ma qualificati e di livello.

L’imprinting ricevuto appena arrivato al Giglio. Cosa, davanti ai suoi occhi, si è evidenziato in primo luogo.

Dal punto di vista artistico, questo teatro dispone di una figura di qualità come Aldo Tarabella. Ho trovato un consiglio di amministrazione compatto e motivato. E ho verificato che anche dal Comune c’è molta attenzione, rispetto e sostegno verso il teatro. Sono molto fiducioso. Anche se c’è bisogno di adeguare certi meccanismi organizzativi, metodi di lavoro a una realtà cambiata.

Cosa significa?

Oggi domanda di teatro ce n’è moltissima. Ma soprattutto in campi come lirica e danza, anche la stessa prosa, difficilmente gli incassi derivanti dai biglietti riescono a coprire i costi. E noi abbiamo bisogno di una struttura che funzioni trecentosessantacinque giorni l’anno per un’offerta che sia continua: in media sono ottanta spettacoli l’anno anche se nel 2014 con i lavori saranno in numero minore. La soluzione è concentrarsi sulla gestione, fare una spending review permanente riducendo i costi non essenziali. Non parlo di sprechi, non ne ho verificati. Il Giglio ha già una tendenza virtuosa, che va accompagnata però da un maggior controllo di gestione e da un piano di medio periodo.

Può spiegare meglio il concetto di spending review?

Penso che si possa salvaguardare il teatro con risorse derivanti da nuove attività. Ad esempio il teatro può essere sede qualificata di convegni. Non bisogna avere un atteggiamento pregiudiziale o di supponenza verso queste attività. E le richieste ci sono. Dobbiamo trovare la capacità di rendere compatibile l’attività di spettacolo con un utilizzo commerciale corretto della struttura. La risorsa teatro va considerata a disposizione della città e del territorio. Il teatro a disposizione di un “progetto Lucca”. Anche come centro di cultura e musica a livello regionale e nazionale.

Nella sfera del teatro, quale il ruolo di Lucca in Toscana?

Una priorità è rappresentata dal rapporto tra il Giglio e la Regione Toscana. Lucca non deve essere a servizio della Regione ma deve influire e partecipare alla progettualità della Regione nel campo di musica e teatro. Puccini può rappresentare una risorsa: una prospettiva di grande interesse su cui è doveroso impegnarsi. In campo musicale qui c’è una ricchezza che fa di Lucca il secondo centro dopo Firenze. Anche la Fondazione Puccini è un interlocutore con cui il Giglio lavorerà in stretto rapporto.

In due parole: la sua idea del Giglio che sarà.

Un teatro aperto. Il teatro va vissuto come azienda culturale capace di operare anche su altri eventi per il futuro della città. Ad esempio deve trovare forme di collaborazione e interazione con Lucca Comics. E con l’alta formazione, come Imt, Campus, con il master in management musicale di Flafr. Dobbiamo anche inserirci nei progetti europei.

Torniamo alla produzione. Come si porrà il Giglio?

In particolare per la lirica, il Giglio deve dialogare con altri teatri italiani attivi in questo settore. Uno è quello di Ravenna, realtà già partner di Lucca. Lavoreremo anche per affermare il polo lirico toscano, con i teatri di Lucca, Pisa, Livorno. Per questa attività va implementata la ricerca di sponsor sensibili, a cui vorremo anche dare qualcosa. Qui ci sono le fondazioni bancarie e le banche. Cercherò di sviluppare i rapporti nel modo migliore.

Rapporti col Festival Pucciniano di Torre del Lago?

Giglio e Pucciniano hanno caratteristiche di produzione molto diverse. Ma la collaborazione dovrà essere strettissima. Faremo il possibile.

Sul personale. Ci sono state tensioni su integrativo e nuove assunzioni. Quale sarà la sua linea?

Conterei da qui a fine anno di avere una visione completa e condivisa del processo organizzativo del teatro. Con l’obiettivo di cercare massima soddisfazione e massimo risultato di chi lavora qui dentro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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