La manifestazione
«Aberrante chiudere l’Autorità di bacino»
Il presidente della provincia Baccelli: Lucca rimarrebbe senza uno strumento per la difesa del suolo
LUCCA. «L’ennesima aberrazione amministrativa». Non usa mezzi termini il presidente della Provincia di Lucca Stefano Baccelli nel riferirsi allo smantellamento dell’Autorità di Bacino del fiume Serchio inserita nel collegato alla legge di stabilità 2014 che sarà discusso dopodomani nel Consiglio dei ministri. Una normaa che prevede, appunto, l’accorpamento dell’Autorità di Bacino del Serchio col Distretto idrografico dell’Appennino settentrionale che comprende tutta la Liguria, la Toscana, una parte dell’Emilia Romagna, la zona nord delle Marche e addirittura aree del Piemonte, del Lazio e dell’Umbria.
«Ad una prima analisi questo provvedimento combinato con lo svuotamento delle Province lascerebbe la Lucchesia orfana di un organismo di riferimento nell’ambito della difesa del suolo. Si riunisce tutto in un grande calderone che ingloba un territorio smisurato, profondamente diverso da zona a zona, senza una connessione logica né basi scientifiche».
Per il presidente Baccelli i rischi che si prospettano dietro all’operazione di “assemblaggio” sono diversi e tutti preoccupanti. «Intanto l’Autorità di Bacino del Serchio era considerato un Distretto Pilota per le peculiarità idrogeologiche del territorio, notoriamente tra i più delicati d’Italia. In questi 23 anni l’organismo ha acquisito un patrimonio di conoscenze indispensabili per garantire le azioni di prevenzione e tutela delle molte criticità. Anche in questo caso non pongo la questione sotto il profilo dei cosiddetti “campanili” ma, più pragmaticamente, lo considero un passo indietro e non un’evoluzione del sistema che si occupa di tutelare, analizzare il territorio e la risorsa acqua che fa gola ad altri territori limitrofi con previsioni di utilizzo da parte della Regione che sono al di sopra della reale sostenibilità del sistema già in crisi come testimoniano i fenomeni di subsidenza nella Piana».
E il consiglio regionale ha approvato all’unanimità una mozione per evitare la chiusura dell’Autorità promossa da Giuseppe Del Carlo (Udc) e firmata da Salvadore Bartolomei e Giovanni Santini (Pdl), Marina Staccioli (Fdi), Marco Remaschi e Ardelio Pellegrinotti (Pd)
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