Il Tirreno

Lucca

Alluvione, flop delle richieste danni

di Nicola Bellanova
Alluvione, flop delle richieste danni

Migliaia di abitazioni e imprese danneggiate, ma sui tavoli dei Comuni sono arrivate solo poche decine di moduli

3 MINUTI DI LETTURA





BARGA. Solo tra le due sponde del Serchio, per il recupero delle somme urgenze, interventi necessari, e quelli di completamento, servirebbero circa 16 milioni di euro. E non si tratta di numeri a caso, ma di stime compiute dai tecnici delle amministrazioni comunali di Barga e Gallicano, e documentabili dalle apposite schede fornite per l’occasione. L’alluvione ha mietuto danni all’ambiente, alle aziende e ai privati, ma per questi ultimi ci sarà da aspettare lumi da Firenze e Roma, sperando che arrivino i tanto attesi finanziamenti. Anche se, finora, di moduli per le richieste danni sui tavoli dei Comuni ne sono arrivati pochissimi, A due settimane dalla bomba d’acqua che ha flagellato la Valle del Serchio, è l’ora di presentare il conto, e soprattutto di verificare gli effetti sulla popolazione colpita duramente da questi eventi.

Il flop dei moduli segnalazioni danni. Cinque comuni sono stati praticamente dissestati, migliaia di cittadini e aziende hanno riportato seri danni ai propri beni, tanta gente ancora non può vivere come prima. Eppure, il modulo di segnalazione danni attivato dalla Regione Toscana per quantificare i disagi della popolazione e provvedere poi, forse, all’elargizione di un “bonus” quale contributo in conto spese, non fa proseliti. Fino a ieri pomeriggio, questa era la situazione delle pratiche presentate nei comuni interessati: a Barga 54 richieste protocollate, 42 a Gallicano e 13 a Vergemoli. Una miseria, senza girarci attorno. I motivi di questo non massiccio afflusso risiedono nella scarsa fiducia della gente verso le istituzioni (e della reale corresponsione dei risarcimenti in tempi brevi) e nella difficoltà delle schede da compilare, alle quali poi occorre anche allegare documentazione fotografica. E specie per gli anziani, diventa un’impresa.

Il nodo sfollati. Ad oggi nei due comuni più popolosi e colpiti dalle piogge torrenziali, sono fuori casa ancora 38 nuclei familiari, che fanno in totale 72 residenti. Di questi, 35 sono nel comune di Gallicano (per 14 famiglie), i restanti dislocati tra le varie frazioni di Barga. Proprio a Barga, la celerità delle operazioni più urgenti ha consentito da sabato scorso, il rientro nelle proprie abitazioni delle cinque famiglie di loc. Luchi e le due di Mologno, oltre a quattro nuclei nelle frazioni più a monte. Dall’altra parte del fiume, a Gallicano, resta ancora critica la situazione per le dieci famiglie di loc. Le Capanne colpite da allagamenti e dissesti vari, oltre ai tre nuclei di Chieva di Sotto ancora costretti a vivere lontano dalle loro mura. A ciò, si aggiunga poi la situazione di inagibilità della nuova sede del comando di Polizia Municipale.

Viabilità ancora in tilt. A Barga, viaggiare è ancora un’impresa. E’ infatti ancora chiusa la via che collega Mologno al capoluogo, e i bus extraurbani diretti al polo scolastico superiore sono costretti a cambiare il mezzo al capolinea del Frascone, e proseguire con pullman più piccoli sulla via da S. Pietro in Campo. E per qualche settimana, sarà così. Ancora proibite al transito la Filecchio – Trine e alcune arterie secondarie come la Albiano- Paroli, Capannelle-La Moma, via di San Bernardino (da Mologno a Gragnanella) e la Tiglio- Ferriera. A Vergemoli è stato riaperto ieri mattina il tracciato dal capoluogo a Calomini (rompendo l’isolamento della frazione), mentre la via Brucciano – Calomini è chiusa per lavori di ripristino. Per il resto, si va tra sensi unici alternati e passaggi per i soli residenti, come nel caso del bypass di Campolemisi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web