Finanza
Mascotte e commessi: quando la mostra è lavoro
Sono giovani e giovanissimi che trovano un’occupazione per questi giorni 350 sono assunti dall’organizzazione, altri da negozi ed espositori
LUCCA. C’è una pattuglia di giovani per i quali Lucca Comics non è solo un’occasione di divertimento, ma anche - e soprattutto - di raggranellare qualche centinaia di euro.
Sono quelli che stanno alla biglietteria, oppure che controllano gli ingressi allo stand. E poi ci sono i commessi che proprio gli stand più grandi mettono sotto contratto per questi quattro giorni. E poi, una galassia variegata che va dai promoter ai ragazzi e alle ragazze travestiti da mascotte.Alla fine, un esercito che supera ampiamente le 500 persone (solo quelli “assunti” da Lucca Comics sono circa 350).
Ma quanto guadagnano? Elena è una mascotte travestita da un simil-pokemon rosa e ci può dare qualche dettaglio in più: «Per tre giorni di lavoro, dal venerdì alla domenica, porto a casa 250 euro». Elena, che ha 19 anni e studia pedagogia all’Università di Firenze, è lucchese e per la prima volta ha deciso di trasformare la passione in un lavoro vero e proprio: «Qualche giorno prima dei Comics stavo navigando su Internet - racconta - e mi sono imbattuta in un annuncio che cercava mascotte di altezza compresa fra 158 e 174 centimetri». Elena ha risposto per mail a quell’annuncio e si è trovata così “reclutata” da un’agenzia specializzata nell’offrire questo servizio in occasioni di eventi delle dimensioni di Lucca Comics.
Se Elena lavora per lo più fuori dai padiglioni, Massimo Ravini è uno dei tanti ragazzi (ha 22 anni e viene da Pesaro) che si occupa di vendere prodotti agli stand dei Games. E non è la prima volta: «Già l’anno scorso ho lavorato qui, grazie alla segnalazione di un amico. E quest’anno mi hanno preso di nuovo». Massimo si occupa di vendere giochi (ion scatola e di ruolo) in uno degli stand più grandi del padiglione all’ex Balilla: «È un lavoro faticoso, perché per quattro giorni, dalle 9 alle 19, stai in piedi sedendoti solo per pochi minuti. Ma a me piace, perché piace questo mondo». E perché, aggiunge con un sorriso «la paga non è male: poco più di 400 euro». Una cifra che può parere non grande cosa ma che a questa età può significare molto. Anche se - come racconta lo stesso Massimo con un pizzico di ironia - «c’è il richio che tanti di questi soldi finiscano a loro volta in fumetti o giochi...».
C’è poi una categoria di lavoratori che presta la sua opera al di fuori dell’organizzazione e dei padiglioni dei Comics: sono quelli che hanno trovato un impiego nei tanti temporary store aperti intorno al circuito della manifestazione. E, infine, da non trascurare quelli che trovano un posto in ristoranti e locali che hanno bisogno di personale in più per questi giorni.
Insomma, anche a Lucca si sta scoprendo quel lavoro di breve, brevissimo periodo che altrove (vedi Viareggio con il suo Carnevale) è già da anni all’ordine del giorno.
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