Il Tirreno

Lucca

I negozi a est e nord «Siamo penalizzati»

di Flavia Barsotti
I negozi a est e nord «Siamo penalizzati»

«La manifestazione non è omogenea, bisogna cambiare»

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LUCCA. «Non siamo commercianti di serie B, dateci la stessa importanza di chi gestisce esercizi nelle zone centrali della città». È la denuncia che arriva forte e chiara dai titolari di molte attività situate nella parte nord e nella parte est del nostro centro storico. «Troppe – spiegano - le manifestazioni che non coinvolgono Lucca in maniera omogenea e che finiscono per toccare sempre le stesse aree e gli stessi punti strategici».

A poco sono servite le loro richieste e le segnalazioni: anche in questa edizione di Lucca Comics & Games, il problema si è fatto sentire. Gli stand, concentrati in zone ben precise e circoscritte sembrano non aver consentito ovunque lo stesso afflusso di persone e quindi le stesse opportunità di guadagno. «Non vogliamo togliere il lavoro ai nostri colleghi di Piazza Grande, Piazza San Michele o via Vittorio Veneto – afferma Luciano Landucci dal Bar La Piazzetta di fronte alla Madonna dello Stellare – ma solo fare in modo che tutti i commercianti possano sfruttare uniformemente un’occasione come quella di questi giorni. La biglietteria di Piazza San Francesco, aiuta ad attirare il cliente soltanto in determinate fasce orarie, dopo le quali questo tratto comincia a spopolarsi. Non che sia mancato il movimento, ma certo noi abbiamo preso le briciole».

Istituire tavoli di confronto fra amministrazione ed esercenti e creare, per la futura edizione di Lucca Comics, un percorso più ragionato e diffuso, potrebbe per molti, essere la soluzione, anche se qualcuno sembra aver perso le speranze. «Capita sempre così anche quando si tratta di eventi diversi – afferma Gianita Pagliai, titolare del Forno Pagliai –. Sono anni che sento parlare di ridare vita a questa parte del centro storico, ma ancora non è cambiato niente. Dopo i lavori di riqualificazione, speravamo che, in un’occasione simile, Piazza San Francesco venisse sfruttata di più: la chiusura al traffico della stessa e il parcheggio adiacente avrebbero potuto costituire la condizione ideale per dislocare alcuni stand anche qua».

Problemi questi che, spiegano i proprietari di bar, ristoranti e negozi, si estendono anche ad altre zone. È il caso ad esempio di via Elisa, piazza Santa Maria Bianca e via Santa Croce, come sostengono dal Cafè Lucca: zQuest’area è stata evitata come la peste ma via Santa Croce non è altro che il proseguo di via Fillungo e di via Roma. Siamo in un tratto dimenticato: paghiamo le tasse come gli altri e stiamo alle regole allo stesso modo, ma quando viene organizzata qualche iniziativa, sembra proprio che noi non esistiamo». Sbagliata per loro anche la collocazione, un po’ troppo fuori mano, della biglietteria in piazza San Francesco, potendo usufruire invece di un ingresso importante come Porta Elisa. «Qui il movimento è quello delle persone che si dirigono verso i padiglioni centrali. Tutta gente di passaggio: non essendoci né lo sportello per i ticket né nessuno stand nei paraggi, chiunque tirerebbe a dritto. Il cliente che vuole fare l’aperitivo o mangiare qualcosa, si trova sempre, ma in un festival come Lucca Comics, potrebbe essere attirato di più senza fare differenze». È anche per questo che in via dei Borghi, ieri alcuni esercizi sono rimasti chiusi, come ci mostra Flavia Fontana dell’outlet Glam Stock: «Se qualcuno si ferma, è solo per chiedere informazioni. La biglietteria situata in piazza Santa Maria è troppo spostata rispetto a noi . Se il botteghino fosse stato collocato più centralmente, forse ne avremmo avvertito i benefici: c’è chi crede che qui la città sia già finita». Dello stesso avviso, la vicina Gelateria Amorini. «Non vogliamo farne una questione egoistica, ma solo di logica. Concentrare la calca soltanto in alcune strade, non va a vantaggio di nessuno, né dei lucchesi né dei nostri ospiti. A risentirne, non siamo infatti soltanto noi commercianti che, in queste circostanze incassiamo un decimo rispetto ai locali situati dalla parte opposta, ma anche gli stessi partecipanti alla kermesse».

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