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Lucca

Pd, riunione rinviata e nuove accuse: «Buste non sigillate»

Pd, riunione rinviata e nuove accuse: «Buste non sigillate»

Si deciderà sul riconteggio chiesto da Pacini mentre sta per arrivare un ricorso sul caso-Minucciano

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LUCCA. È destinata a durare ancora diversi giorni la querelle sul voto per il segretario comunale del Partito democratico: la seduta della commissione di garanzia che avrebbe dovuto riunirsi ieri mattina per valutare la richiesta di riconteggio delle schede avanzata da Francesca Pacini è stata infatti aggiornata a questa sera. Mentre spuntano un altro ricorso e accuse di pacchi di schede aperte.

Le questioni sul tavolo staranno squadernate questa sera alla riunione della commissione di garanzia: riunione che avrebbe dovuto tenersi ieri, ma che è stata fatta slittare per un problema familiare del presidente Giovanni Lencioni. Il punto più spinoso, ovviamente, è la richiesta di riconteggio dei voti da parte di Francesca Pacini, che è arrivata seconda dietro il renziano Francesco Bambini, staccata di soli nove voti. Troppo poco lo scarto, e troppi i dubbi perché i sostenitori di Pacini potessero “deporre le armi”. E, ad aggiungere contenzioso su contenzioso, la denuncia che da alcuni circoli sarebbero arrivati dei plichi di schede che non sarebbero sigillati, come richiedere il regolamento, ma bensì aperti e quindi, potenzialmente, manipolabili.

Questo si aggiunge alle denunce sull’ondata di iscrizioni che in alcuni circoli hanno portato a fotocopiare le schede elettorali, con il risultato di rendere uniformi nel colore quelle che in origine erano diverse. Senza contare, poi, l’alto numero di schede nulle e bianche che hanno portato alla scelta di chiedere il riconteggio.

Intanto anche Daniela Grossi, sconfitta nella corsa a segretario territoriale dal renziano Patrizio Andreuccetti, starebbe per presentare un ricorso: nel mirino quanto accaduto a Minucciano, dove il congresso è stato sospeso per l’impennata di iscrizioni.

Non è detto, tuttavia, che la riunione di stasera della commissione di garanzia porti a delle conclusioni definitive: se gli undici componenti, infatti, non si trovassero d’accordo le scelte sarebbero demandate al livello regionale del Partito democratico, con conseguente allungamento dei tempi necessari.

E un durissimo attacco a quanto avvenuto nel Pd arriva da Emiliano Favilla, esponente di Rifondazione Comunista e, fra l’altro, collega di Francesco Bambini nella giunta provinciale del primo mandato di Stefano Baccelli.«Chi pensava che fare il renziano di comodo fosse solo una prerogativa degli ex democristiani montati sul carro del PD per impadronirsi di un partito dalle storiche origini - scrive Favilla -, si sbaglia. Perfino ex sindacalisti Cgil ex Pci ed ex segretari della Camera del Lavoro, hanno fatto il “salto della bodda”. Questo è successo anche in quel di Lucca. E, dalle numerose voci che si susseguono, per impadronirsi delle sezioni comunali per spostare l’asse a favore di Renzi, in vista delle prossime primarie, non si è badato ad utilizzare perfino il metodo del tesseramento gonfiato all’ultimora».

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