Il Tirreno

Lucca

Maschere, caos e tante file c’è chi è insofferente

di Flavia Barsotti
Maschere, caos e tante file c’è chi è insofferente

Lucchesi divisi sulla manifestazione. «Basta lamenti, è uno spettacolo unico»

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LUCCA. Traffico in tilt, telefoni che non prendono la linea, caos e rumore per le strade del centro: gli effetti collaterali di Lucca Comics & Games fanno discutere i residenti, divisi fra chi è tollerante e chi, invece, si mostra più intransigente. Colpa forse della poca conoscenza di anime e manga, di una mentalità che qualcuno definisce troppo chiusa, oppure di quell’imbarazzo che può suscitare fare colazione seduti con Spiderman o con Naruto, ma in giro c’è chi ancora non ci ha fatto l’abitudine.

«Davvero non riesco ad apprezzare questo genere di cose, soprattutto se organizzate in una location tanto piccola - mormora una signora all’amica – Distribuire i padiglioni per tutto il centro storico, significa coinvolgere inevitabilmente anche chi non lo desidera affatto». Qualcuno si dice, come lei, infastidito, prigioniero di una città dove, per muoversi, occorrono troppo tempo e troppa pazienza. Farsi largo fra la calca, fra chi si ferma in mezzo alla strada per una foto-ricordo o semplicemente ad ammirare il costume appena passato, sembra disturbare alcuni lucchesi anche se l’evento dovrebbe svolgersi nella tranquillità dei giorni di festa. «Non vedo l’ora che tutto finisca – afferma infatti Susanna Del Sarto – Lucca è semplice e riservata: qui tutto procede con misura e moderazione. La confusione non le si addice: è un luogo d’arte e questo tipo di turismo disordinato non mi piace per niente».

In una città, infatti, dove basta spesso un po’ di pioggia a congestionare il traffico e ad alimentare la rabbia di chi sta al volante, non tutti sembrano sopportare il numero consistente di pedoni e veicoli accorsi da ogni parte del mondo. I semafori provvisori, collocati nei punti strategici per l’occasione o lo spiegamento di vigili a dare informazioni e a dirottare gli automobilisti, per qualcuno non si sono rivelati sufficienti. Molte le arterie paralizzate, tanto da far impiegare 40 minuti a Carolina Volpe per percorrere una manciata di chilometri e raggiungere l’autostrada. «Intorno alle 19 di venerdì - racconta – sono rimasta imbottigliata. Partita da piazza Santa Maria, di fronte a piazzale Verdi le forze dell’ordine mi hanno costretta a svoltare a destra seguendo un percorso alternativo. Per preservare certe aree, ne sono state ingolfate altre, tanto che, quando finalmente mi sono fermata al casello, ho guardato l’orologio che segnava le 19,40». Una seccatura che racconta averla fatta tardare ad un appuntamento importante, eppure, a differenza di qualche altro residente, simili disagi, se spalmati nell’arco di soli quatto giorni, sembrano non pesarle troppo. "«on poter circolare liberamente è certamente una scomodità, ma trovo inutile e controproducente protestare per questo. In giro le persone sono state per la maggior parte educate e rispettose, quindi è uno sforzo che si fa volentieri per il bene della città. Ho sentito i vicini lamentarsi per il rumore, ma a mio parere è voler cercare un pretesto per forza: dalla finestra di casa mia che affaccia su via Fillungo il brusio non mi è sembrato tanto più forte di quello che sento di solito».

A denunciare i disagi legati alla viabilità c’è anche Rodolfo Rinaldi, rimasto paralizzato nel traffico dopo la chiusura degli stand, intorno alle 19,45. «Arrivato all’altezza dell’uscita Lucca Ovest ho incontrato le auto incolonnate e – allora ho svoltato in viale Luporini. Davanti alla gelateria Palmiro mi sono imbattuto nei vigili che non consentivano il transito. Mi sono diretto sulla circonvallazione, ma all’incrocio di fronte all’ex Lucarotti era un delirio: tutto bloccato fino a via delle Tagliate».

A costituire un problema non da poco sembra essere, secondo i lucchesi, anche la ricerca di un parcheggio. Diverse le soste selvagge su carreggiate o marciapiedi di chi ha sfidato la multa. «Trovare uno stallo libero è stato davvero difficoltoso – spiega Nadia Teani – e in diversi hanno lasciato la macchina dove capitava». Denunciare problemi di questo tipo, non serve però a molto secondo Alessandra Guidi, se non a screditare la manifestazione stessa. «È l’ora di smetterla di lamentarsi e basta. Eventi di questa portata finiscono inevitabilmente per sconvolgere la routine di una città, ma è il prezzo da pagare per godere di uno spettacolo unico». Dello stesso avviso Gabriele Chelini, residente in Piazza del Giglio e appassionato da sempre di Lucca Comics & Games. «Spostarlo ne farebbe perdere la vera essenza. Questa kermesse è nata qui e qui deve restare. Il fatto che partecipino così tante persone, deve essere visto in positivo e non in negativo: non si tratta soltanto di una valida occasione per l’economia della città, ma contribuisce anche a farne conoscere il nome nel mondo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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