Il Tirreno

Lucca

Santa Maria Bianca adesso risplende

di Barbara Antoni
Santa Maria Bianca adesso risplende

Ha riaperto i battenti ieri, di nuovo meta di fedeli e visitatori. Era chiusa da due settimane per una pulitura massiccia

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LUCCA. Le impalcature quasi quarantennali che sostengono le prime due arcate della navata sinistra, segnate dalle scosse sismiche, ci sono sempre. E ci sono sempre le crepe in altre arcate: i segnali evidenti di problemi strutturali.

Ma non ci sono più i piccioni, e non c’è più il guano che ricopriva tutto: pavimenti, panche, confessionali, che incrostava le acquasantiere di marmo e offendeva le statue dei santi. È bastato ripulirla (in modo massiccio) ed eliminare la presenza dei piccioni per farla risplendere.

Da ieri mattina Santa Maria Bianca può offrire ai fedeli e ai tanti turisti che entrano per visitarla il suo volto migliore: il suo marmo tornato finalmente bianchissimo, il suo arredo di legno scuro, antico, adesso lindo e pulito. Nelle acquasantiere è tornata l’acqua, i pavimenti risplendono, è stata ripulita anche l’area su cui si affaccia il bellissimo affresco seminascosto datato fra il Duecento e il Quattrocento; la chiesa intera ha una nuova luce. E la statua di santa Gemma, indecorosamente attaccata dai piccioni, adesso si staglia tranquilla sul suo altare marmoreo, circondata dalle sue rose chiare.

Una gioia entrare in Santa Maria Bianca (tutti la chiamano così anche se il vero nome è Santa Maria Forisportam), a maggior ragione se nemmeno quindici giorni fa la si era vista in una condizione troppo degradata, trasformata in voliera, con i piccioni che entravano dai vetri rotti delle finestre rotonde sotto il tetto e che la cospargevano di escrementi.

L’abbiamo raccontata più volte questa scena nelle ultime settimane, documentandola di foto che parlavano da sole, e raccontiamo ora con molto piacere quella nuova.

Se Santa Maria Bianca adesso risplende è grazie all’intervento della Curia che, in attesa dei previsti lavori di recupero dei vetri delle finestre, ha ritenuto intanto di prevedere un’opera massiccia di pulitura della chiesa e di tamponare in più modi (con teli appuntati internamente lungo la circonferenza della finestra, oppure con reti di protezione o con altro materiale) i punti da cui i piccioni entravano e svolazzavano indisturbati. Il risultato è visibile: da ieri, dopo un periodo di totale chiusura, la chiesa ha riaperto le porte (sempre grazie al suo affezionato custode volontario, il signor Mario), i fedeli e i visitatori possono entrare; già ieri mattina in chiesa si è tenuta una preghiera di gruppo della comunità coreana.

A breve, visto che esiste già un progetto e che le risorse economiche necessarie sono state trovate (60mila euro), dovrebbe essere realizzato l’intervento di sostituzione dei vetri rotti con altri nuovi.

Ma i problemi di Santa Maria Bianca, come si sa, non finiscono qui.

Per metterla in sicurezza completamente dal punto di vista strutturale, occorrerebbe una cifra di circa un milione e mezzo. Il progetto c’è: l’avevano redatto insieme l’ingegner Alessandro Paoli e don Alessandro Venturin, il parroco molto amato dai fedeli della parrocchia trasferito nel 2009.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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