Sicurezza
Pd, chiesto il riconteggio dei voti
Bambini vince per 9 preferenze la corsa a segretario comunale. I non renziani: troppe bianche e nulle
LUCCA. La decisione è stata presa ieri sera alle 19, dopo una giornata di consultazioni. I non renziani chiedono il riconteggio dei voti dopo l’esito dei congressi di circolo del Pd che hanno determinato la vittoria sul filo di lana dell’assessore provinciale allo sviluppo economico Francesco Bambini nella corsa alla poltrona di segretario comunale. L’ex sindacalista della Cgil ha prevalso per soli 9 voti (476 a 467) su Francesca Pacini, area Letta, uscente, superata all’ultimo tuffo. La sera di Halloween si è presentata nella sede di San Vito del circolo Lucca Est con un vantaggio di 38 lunghezze, ma è stata oltrepassata da Bambini che ha raccolto 195 preferenze contro 148. Un divario minimo, condito da molte schede bianche e nulle, che ha convinto a sollecitare la commissione di garanzia presieduta da Giovanni Lencioni a fare un controllo. Ricontare tutto. Verificare scheda per scheda. I non renziani hanno anche fatto richiesta a Lencioni di rinviare l’assemblea comunale prevista per le 21 di mercoledì nella sede del circolo Lucca centro in piazza San Francesco per ratificare la nomina di Bambini. «Il meccanismo per l’elezione del segretario comunale non è chiaro - è la motivazione - non è neppure specificato quanti siano i delegati. Ci sono aspetti che lasciano spazio a dubbi».
Discorso diverso per la gran massa di iscrizioni al Pd arrivate all’ultimo momento. Una caccia alla tessera che secondo gli sconfitti potrebbe inficiare l’esito della consultazione. A Minucciano per lo stesso motivo il congresso è stato sospeso. Ma in questo caso deve essere la commissione di garanzia ad agire autonomamente, chiedendo lumi ai vertici regionali. Per Lencioni, tuttavia, tutto si è svolto normalmente: «Sono stati seguiti i regolamenti e non ci sono state irregolarità». E Patrizio Andreuccetti, prossimo alla conferma come segretario territoriale (ha 1216 voti contro i 754 di Daniela Grossi quando mancano cinque congressi di circolo in Garfagnana, dove l’uscente è molto forte), sostiene che a suo avviso la competizione si è svolta lealmente.
Non la pensano così i sostenitori della Pacini. Fanno notare che sì, la caccia alla tessera c’è stata da ambo le parti, ma che per quanto riguarda loro, i non renziani, «si è andati a cercare ex iscritti o persone d’area. Hanno fatto così anche gli altri? Ne dubitiamo». A Ponte a Moriano le tessere del Pd da 27 sono diventate 85, a S. Vito sono raddoppiate (130 sottoscritte il 31 ottobre, giorno del voto), a S. Alessio da 25 si è schizzati a 100. In tutti i casi, adesioni arrivate a poca distanza dall’apertura delle urne. «Lo consentono le norme del partito» afferma Lencioni.
Bambini si tiene lontano dalle polemiche («è un diritto chiedere verifiche») e preferisce parlare del futuro, assicurando che la sua vittoria non è un segnale contro il sindaco, bersaniano: «Garantisco il massimo appoggio alla giunta Tambellini. Abbiamo l’occasione storica per cambiare la città e per riuscirvi occorrono coesione, spirito di gruppo, unità di intenti. Non voglio divisioni, ma un lavoro costruttivo. Con Francesca Pacini ho buoni rapporti: avrà un ruolo nella gestione del partito».
Duccio Casini
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