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il rapporto di ancitel

Capannori riutilizza il 72% dei rifiuti

Capannori riutilizza il 72% dei rifiuti

CAPANNORI. Tra i Comuni dell’Italia centrale con popolazione sopra i 10mila abitanti, Capannori è il primo per la percentuale di rifiuti avviati al riciclo. Nel 2012 il 72,33% dei materiali raccolti...

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CAPANNORI. Tra i Comuni dell’Italia centrale con popolazione sopra i 10mila abitanti, Capannori è il primo per la percentuale di rifiuti avviati al riciclo. Nel 2012 il 72,33% dei materiali raccolti con il “porta a porta” o consegnati alle isole ecologiche è stato recuperato; ciò significa che il rifiuto non è finito in discarica ma è stato riutilizzato e trasformato, ad esempio, in oggetti di uso quotidiano quali carta per fotocopiatrici, contenitori, abbigliamento ma anche panchine e altro arredo urbano. Un risultato, questo, che va ben oltre la media nazionale, che è pari al 38,65%. È quanto emerge dal “III Rapporto raccolta differenziata e riciclo” realizzato da Ancitel ambiente e energia, società del Gruppo Anci che realizza progetti e servizi per i Comuni nel settore dell’ambiente, che è stato presentato mercoledì 30 ottobre a Roma. Più alta, invece, è la quota di raccolta differenziata che, secondo le stime dei dati Ascit comprensivi dei bonus regionali, nel 2013 potrebbe raggiungere l'85%. Il comportamento virtuoso dei cittadini capannoresi, sempre secondo il documento di Ancitel, ha evitato l’emissione in atmosfera di 4.888 tonnellate di anidride carbonica, per una media ad abitante di 108 chilogrammi per abitante.

L’eccellenza di Capannori è frutto delle buone pratiche promosse dall’amministrazione Del Ghingaro. Nel 2007 l’ente, primo in Italia, ha aderito alla strategia “Rifiuti Zero”, già adottata con successo in realtà internazionali quali San Francisco negli Usa. La “cultura del riutilizzo” e del “non-spreco”, unita anche a ad altre iniziative come il Centro del Riuso di Lammari, dove i cittadini portano elettrodomestici, mobili e vestiario usati per essere distribuiti ai cittadini più in difficoltà, unita alla raccolta “porta a porta” ha fatto calare di oltre il 30% la quantità di rifiuti prodotta. Si pensi che nel 2004 si mandavano in discarica o a riciclare 30. 932 tonnellate di rifiuti, mentre nel 2012 la quantità è scesa a 21. 514 tonnellate.

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