Finanza
Un invito a comparire al dipendente pubblico
La prossima settimana l’impiegato dell’archivio notarile accusato di peculato sarà interrogato in procura per la vicenda resa nota dal servizio de «Le Iene»
LUCCA. L’impiegato dell’archivio notarile di via Burlamacchi pizzicato dagli inviati della trasmissione tv «Le Iene» mentre forniva copie non autenticate sottobanco a prezzi stracciati intascando il compenso che spetta allo Stato è stato raggiunto da un avviso di comparizione e nella prossima settimana verrà interrogato in procura. È accusato di peculato per induzione all’errore altrui disciplinato dall’articolo 316 del codice penale. In sostanza il pubblico ufficiale incaricato di un pubblico servizio che, nell’esercizio delle sue funzioni, giovandosi dell’errore altrui riceve o detiene indebitamente somme di denaro o altra utilità è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. Il dipendente pubblico si presenterà davanti al sostituto procuratore Fabio Origlio - il magistrato ha delegato la squadra Mobile - in compagnia del suo legale e dovrà spiegare perché e da quanto tempo forniva copie autenticate sottobanco a chiunque le richiedesse pur sapendo che non erano valide a fini di legge. La squadra Mobile sta effettuando accertamenti per capire se il presunto illecito penale era perpetrato esclusivamente da quel dipendente oppure se anche altri - c’è una dipendente iscritta nel registro degli indagati, ma la cui posizione si sta affievolendo di ora in ora - si comportavano allo stesso modo o magari sapevano ma tacevano. È già stato acquisito - e messo agli atti - il filmato originale della trasmissione con il volto dell’autore del reato non oscurato come invece è apparso durante la trasmissione tv e alla cui realizzazione ha contribuito in moto fattivo l’investigatore privato lucchese Renato Bianchi che ha collaborato con il redattore de «Le Iene» Andrea Agresti. (l.t.)
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