La manifestazione
Il selvaggio West al Muf con tende e scalpi (veri)
E la chicca della mostra ospitata a Palazzo Guinigi è una foto di fine 1800 che ritrae Buffalo Bill e Calamity Jane a Lucca, sugli spalti di San Frediano
LUCCA. Divertirà grandi e piccini, donne e uomini, nonni e giovani. Chi non ha mai giocato, almeno una volta nella vita, a indiani e cow boy? Chi non ha fantasticato sul selvaggio West, su Buffalo Bill, su Toro Seduto, su Calamity Jane? Ora quel mondo diventa reale nelle sale di Palazzo Guinigi con la mostra “Quando il West tornò a Lucca, miti a confronto”. Da sabato al 31 dicembre (quasi certa la proroga a marzo) si potranno vedere oltre 180 pezzi originali del 1700 e del 1800 – abiti, copricapi, utensili, archi, monili e molto altro - appartenuti alle tribù degli indiani d'America e messi a confronto con decine di disegni e tavole realizzate dai maggiori illustratori western italiani.
Ad introdurre la mostra una sezione nella quale è collocata una gigantografia che desterà sicuramente interesse: ritrae un enorme gruppo di persone sugli spalti di San Frediano, a Lucca, alla fine del 1800. Tra loro Buffalo Bill e Calamity Jane. Sì, proprio loro. Il leggendario William Cody, l'uccisore di bisonti e di indiani per l'esercito nordista, poi amico fraterno dei nativi. E Calamity, il primo pistolero donna. Che ci facevano a Lucca alla fine del 1800 insieme con uno stuolo di amerindi attrezzati di penne e costumi? Erano di passaggio verso la Maremma per il tour del loro spettacolo “Wild West Show” con cui stavano spopolando negli Stati Uniti e in Europa. Al grande show, messo in piedi dallo stesso Buffalo Bill, partecipò per un certo periodo anche Toro Seduto, il leggendario capo Sioux che guidò la sua e altre tribù nella vittoriosa battaglia di Little Bighorn del 25 giugno 1876, quando fu ucciso il colonnello Custer. Tra i pezzi in mostra – che provengono dalla collezione dell'aretino Sergio Susani, la più grande d'Europa dedicata agli amerindi – c'è anche il cucchiaio del condottiero indiano, regalato da Susani al sindaco di Arezzo e gentilmente concesso per l'occasione. Ma l'esposizione è piena di oggetti capaci di lasciare a bocca aperta gli appassionati. Come lo scudo da guerra utilizzato dai Cheyenne a Little Bighorn, l'abito cerimoniale di Nuvola Rossa, altro mitico capo Sioux, le pipe rituali in pietra rossa, le mazze, le lance da guerra, i copricapi con le penne d'aquila. Altri tre oggetti attireranno l'attenzione. Il primo è una collana realizzata con le unghie del Grizzly, l'orso gigante del Nord America. Il secondo è una giacca di pelle le cui frange sono scalpi, il “ricordino” del nemico che gli indiani si prendevano al termine di una battaglia. Infine la tipica tenda, chiamata tipi, che verrà ricostruita nelle dimensioni originali.
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