Il Tirreno

Lucca

INCHIESTA DELLA PROCURA

Corruzione, indagato un medico

Per l’accusa avrebbe fatto pressioni sulle forniture di macchinari

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LUCCA. Una storia dai contorni ancora tutti da chiarire che vede coinvolti due rappresentanti di spicco, uno di Roma e un altro di Castelfranco di Sotto, di una ditta elvetica che distribuisce e noleggia apparecchiature ad onde d’urto per il trattamento della calcolosi e un medico lucchese del reparto urologia dell’ospedale Campo di Marte. Sono accusati da un medico - che faceva parte di una commissione interna all’ospedale di Pisa - di aver cercato di pilotare una gara d’appalto per la fornitura di macchinari elettromedicali utilizzati per il «bombardamento» dei calcoli renali offrendogli somme di denaro che oscillavano tra i 15mila e i 30mila euro per «comprare» il suo voto in commissione in modo da favorire l’azienda Svizzera fondata nel 1987 che lavora con diversi ospedali italiani. Una vicenda che risale al 2009 e che il 5 novembre verrà discussa davanti al gup del tribunale di Pisa, Guido Bufardeci e che vede i tre indagati accusati a vario titolo di corruzione, peculato e altri reati della pubblica amministrazione. Dopo la denuncia del medico iniziarono le indagini dei carabinieri diretti dalla procura di Pisa. Mesi d’intercettazione che alla fine però non diedero i frutti sperati tanto che non vennero chieste misure cautelari nei confronti dei tre indagati. Il medico lucchese ha sempre negato ogni addebito sostenendo che da 20 anni usa anche all’ospedale di Lucca per i suoi pazienti quell’apparecchio elettromedicale per le onde d’urto e il trattamento della calcolosi e lo consiglia a tutti visto che si è sempre trovato bene nel rapporto qualità-prezzo. Ma non ha mai offerto somme di denaro per favorire l’azienda elvetica. Sono quattro gli episodi contestati dall’autorità giudiziaria: uno avvenuto a Pisa, uno a Massa e gli altri due in località non meglio specificate. Tra l’altro a vincere l’appalto per le forniture di macchinari per la cura dei reni non fu la ditta elvetica in questione, ma un’altra anch’essa svizzera e stando ai periti di parte di qualità inferiore rispetto all’altra. Non è da escludere che il collegio difensivo opti per chiedere il rito abbreviato.(l.t.)

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