Il Tirreno

Lucca

Betti va da Renzi: «È un innovatore»

di Rossana Federighi

Il sindaco alla convention fiorentina: «Apprezzo tante delle sue proposte, i miei rapporti con il Pd sono buoni»

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BAGNI DI LUCCA. Matteo Renzi? Un innovatore di cui apprezza tante proposte. I rapporti con il Pd? Buoni. Spiazza tutti il sindaco Massimo Betti, tra i partecipanti alla convention fiorentina della Leopolda. Il primo cittadino ha sempre detto di non appartenere a schieramenti politici, anzi è un forte sostenitore della sua indipendenza politica e ne è prova la decisione di rappresentare il comune con una lista civica, che gli ha permesso di occupare la poltrona di sindaco. Ma tanti benpensanti, soprattutto dell’area di centrodestra, non si aspettavano di vederlo accanto a Renzi.

«Perché ero a Firenze? M'interesso di politica, sono un tipo curioso – dice il sindaco –. Avevo già conosciuto Renzi attraverso i suoi libri e lo trovo una persona politicamente interessante e innovatrice nello scenario politico attuale, in cui ci sono ben poche persone interessanti da seguire. Ho notato un ambiente vivace, messaggi nuovi e concreti ai quali non siamo più abituati; ma nello stesso tempo ci sono stati interventi di giovani troppo semplicistici, che scaturivano dalla poca esperienza. Certo Renzi ha una notevole personalità, riesce ad attrarre l'attenzione su di sè, è un grande comunicatore. Molti suoi detrattori sostengono che sia un contenitore vuoto, ma io non mi trovo d’accordo. Attraverso i suoi libri e le sue proposte sta venendo fuori anche il suo spessore».

Betti aveva pronto un suo intervento, ma il fatto che gli iscritti a parlare fossero molti e l'iscrizione avvenuta all'ultimo momento non gli hanno permesso di intervenire. Ma è lieto di spiegare quali sarebbero stati i temi del suo intervento. Prima fra tutti una questione che lo accomuna molto al Renzi-pensiero, cioè quella del rapporto tra istituzioni e territorio.

«Le amministrazioni locali - spiega il sindaco - hanno una importanza determinante perché sono i principali referenti per le popolazioni. Ma nello stesso tempo sono scarsamente considerate dagli organi superiori. Molto potere, molta responsabilità, ma alla fine siamo vittime delle scelte altrui. Siamo il cuscinetto trai il cittadino vessato e lo Stato centrale che si avvale di uomini troppo tecnici e poco pratici. Manca una scuola di politica. Mi spiego meglio: condizionerei le elezioni dei rappresentanti politici ad almeno un giro di lavoro nelle amministrazioni locali come assessore o come sindaco, che faccia da banco di formazione per conoscere la realtà vera».

Il fatto di avere parecchie cose in comune con Renzi non è però indcie di adesione totale alle sue idee. Certo è che dopo la presenza di Betti alla Leopolda viene da chiedersi quale sia il rapporto tra il sindaco e il Pd locale, oggi all’opposizione.

«La mia non è una adesione all’area renziana, parlerei invece di condivisione su parecchi punti. Renzi sta dimostrando di essere la persona giusta in questo momento politico, di avere le idee chiare e concrete sul futuro. Ma non voglio condizionamenti. Solo scambi di idee. Per quanto riguarda i miei rapporti con il Pd locale, sono sempre stati buoni, anzi dovevamo fare un accordo pre-elettorale che poi non è avvenuto, ma non certo per colpa mia. Vorrei far notare che forse tra loro manca una visione programmatica del futuro. Quello di cui sono invece molto convinto è che il sindaco di Firenze sia una grossa risorsa per il Partito democratico, nonostante la corrente contraria che certo ha paura di essere messa da parte. Completamente d’accordo con lui nel sostenere che il governo di larghe intese non può continuare e d’accordo nell'aver individuato la necessità di fare una nuova riforma elettorale, cosa che non si ama affrontare per evitare ai più di andare a casa».

Ma è tutto così idilliaco o ci sono dei punti discordanti?

«Più che punti discordanti vorrei capire meglio il rapporto tra Renzi e l'ambiente. Ancora non ho ben chiaro come il rottamatore interpreti la questione, proprio lui che si ritiene molto vicino alle nuove generazioni.

«In conclusione - afferma Betti - vorrei invitare non solo Renzi, ma tutti i sindaci a lottare contro la tendenza al centralismo. Bisogna darsi da fare per mantenere i presidi territoriali contro una razionalizzazione che tende ad accentrare sempre di più i servizi. Non possiamo costringere i cittadini a vivere in un deserto territoriale senza scuole, centri sanitari, servizi. Sostengo che le amministrazioni locali devono essere sempre più coinvolte nelle scelte territoriali. E, per invitare a mettere finalmente il territorio nella giusta luce che si merita, da parte mia lancerei una provocazione: chissà che fra qualche tempo non possa nascere un partito politico dei sindaci».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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